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lunedì 16 novembre 2015

The Dream, di Fabio Bucciarelli. Un libro sui profughi e migranti scappati dalle Primavere Arabe

The Dream", di Fabio Bucciarelli, è un libro che raccoglie gli ultimi 5 anni di documentazione sui profughi e migranti scappati dalle Primavere Arabe. Il sogno come viaggio emozionale attraverso la condizione umana di coloro che non hanno più punti di riferimento. Fabio Bucciarelli, fotografo freelance, documenta dal 2011 le storie dei profughi e dei migranti in fuga dalle guerre e rivoluzioni conosciute come Primavere Arabe. Nel 2013 il suo lavoro sul conflitto siriano è stato premiato con la prestigiosa Robert Capa Gold Medal.

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Cinque anni fa, quando i primi rifugiati - lavoratori immigrati provenienti dal Bangladesh e dai paesi sub sahariani - scappavano dagli scontri di Benghazi in Libia, Bucciarelli comincia a documentare la loro terribile sofferenza e l’inumana situazione. Già prima dell’intervento NATO in Libia, centinaia di uomini e donne lottavano per fuggire dagli scontri: un fiume di anime venute in Libia per trovare lavoro e incastrate in un limbo, in una nazione straniera dilaniata dalla guerra e senza possibilità di tornare indietro.

Un anno dopo, Fabio ha ritrovato gli stessi sogni spezzati lungo il confine tra Siria e Turchia, dove intere famiglie fuggivano dai violenti scontri tra le forze di Assad e l’esercito libero siriano. Era l’inizio di un esodo di massa che ad oggi conta più di 7 milioni e mezzo di sfollati e che rappresenta la più grande diaspora di profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale.

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Negli ultimi cinque anni, Fabio ha dedicato una parte importante del suo lavoro di documentazione alle vittime delle Primavere Arabe, viaggiando lungo il Mediterraneo e il Medio Oriente, dall’isola italiana di Lampedusa alla Siria, dall’Egitto all'Iraq, in Libia e in Turchia e attraverso la Macedonia e la Serbia, fino ad arrivare alla isola greca di Lesbo dove ogni giorno centinaia di persone attraversano il mare Egeo per entrare in Europa.

Il libro di Fabio si chiama "The Dream," perché è proprio il sogno il punctum di questo viaggio. Il sogno di milioni di persone in fuga dai conflitti e dalla fame, diventato motore dello straziante cammino in cerca di rifugio. ”The Dream" racconta l’umanità di tutte queste persone, con un focus sullo status del profugo, indipendentemente dalla sua provenienza o dal suo destino, dal suo background culturale o dalla sua appartenenza sociale.

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Il libro avrà la copertina rigida e conterrà circa 180 immagini in bianco e nero, oltre che diverse storie personali. Le immagini di 'The Dream' sono state scattate con diversi tipi di macchine fotografiche, compresa una stenopeica realizzata artigianalmente. Verrà stampato su carta di alta qualità presso il laboratorio Ofset Yapemevi di Istanbul, dove sono stati realizzati con successo tutti i libri di FotoEvidence. Verrà inoltre fatta un’edizione speciale numerata e limitata di 100 copie che includerà anche una stampa fine art di 30cmX20cm firmata e dedicata dall'artista.

Philip Blenkinsop scriverà la prefazione fotografica del libro.
Peter Bouckaert, Direttore Emergenza di Human Rights Watch (HRW), che lavora da anni sulla crisi profughi e migranti, scriverà l'introduzione del libro.

Chi è Fabio Bucciarelli:

TIME Magazine

Huffington Post

Overseas Press Club | Robert Capa Gold Medal

RAI 3 | Che Tempo che Fa

© Foto e testi by FotoEvidence – all rights reserved

mercoledì 23 settembre 2015

Mostra di Alex Webb “Where tomorrow is yesterday: Fotografie dall’India” – Galleria Contrasto

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Si apre oggi mercoledì 23 settembre presso Galleria Contrasto di Milano, alla presenza dell'autore, la mostra di Alex Webb, Where tomorrow is yesterday: Fotografie dall’India. Il fotografo dell'agenzia Magnum presenta al pubblico una selezione delle opere di realizzate per Expo 2015 Milano

 Alex Webb, oggi reporter di fama internazionale, inizia la sua carriera negli anni ‘70 fotografando in bianco e nero. Durante un viaggio ad Haiti nel 1975 cambia il suo modo di vedere e di fotografare. La scoperta delle potenzialità espressive del colore dà la nascita alle sue immagini dense e vibranti, che raccontano luoghi e condizioni indagandone a fondo ogni aspetto. È una scelta narrativa precisa che lo porta a cercare i luoghi dove la luce e i colori diventano, con una forza a volte crudele, elementi di base per comprendere e descrivere un territorio.

Entrato a far parte dell’agenzia Magnum nel 1976, Webb non ama definirsi "fotogiornalista" ma si sente piuttosto un "fotografo di strada", per il coinvolgimento con cui affronta ogni viaggio e ogni lavoro: Haiti, i Caraibi, il Messico, l’Etiopia, il Costa Rica, il Brasile, ma anche la Russia e il New England delle sue origini. Le sue foto appaiono complesse, cariche di elementi, di superfici riflesse, di aperture che moltiplicano i livelli di lettura, immagini cariche di una luce forte, violenta, a tratti esasperata, dove si esaltano ombre e colori. 

Alex Webb. Where Tomorrow is yesterday: Fotografie dall'India
CONTRASTO GALLERIA
Via Ascanio Sforza 29, Milano
24 settembre - 21 novembre 2015
Ingresso gratuito
Dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19 e su appuntamento

sabato 19 settembre 2015

Mostra fotografica collettiva “Portfolio a Lucinico” presso le sale espositive del Museo Santa Chiara a Gorizia

Sabato 19 settembre 2015 alle ore 18:00, presso le sale espositive del Museo Santa Chiara a Gorizia, Corso Italia n. 18, sarà inaugurata la mostra fotografica collettiva “Portfolio a Lucinico”, una selezione fotografica a lettura di Portfolio, aperta a tutti che prevede per gli Autori partecipanti la possibilità di esporre i lavori selezionati in una successiva mostra.

La selezione, infatti, è già stata fatta in aprile nelle sale del Centro Civico di Lucinico da Sandro Iovine: giornalista, critico fotografico e direttore della "FPschool" di Milano, Mauro PRANDELLI, fotografo del collettivo “Lview Project” di Brescia e Giancarlo TORRESANI, critico fotografico ed esperto di lettura Portf...olio di Trieste. I tre lettori/selezionatori, esaminati con scrupolosa cura tutti gli elaborati presentati, hanno deciso all'unanimità di selezionare tre porfolio ex aequo.

Gli Autori ammessi sono:
- Roberta Battiston di Gorizia, che presenta il lavoro: “cONFINI mENTALI”, un confine non solo fisico, ma anche mentale. Ognuno di noi, infatti, crea un proprio mondo interiore composto di visioni ed idee dalle quali facciamo difficoltà a distaccarci poiché le riteniamo le più vere ed indiscutibili. Così accade che, non essendo disposti ad accettare le altrui opinioni, spesso entriamo in collisione con il resto del mondo composto da individui che, come noi, sono arroccati ed arrugginiti sui propri stereotipi mentali.
- Rebeka BERNETIČ di Gorizia, con il lavoro: "Nethersquare", il risultato di un viaggio dedicato all'osservare con lentezza, a passo d'uomo, diverse città dei Paesi Bassi. I paesaggi catturati all'interno del formato pellicola quadrato riflettono non soltanto similitudini formali quali linee, superfici, colori, luci e geometrie; rappresentano rapporti urbani tra antico e contemporaneo, tradizione e progresso, e nonostante il forte contrasto visivo, coesistono in ogni città.
- Luis Esteban Soubie nato a Buenos Aires (Argentina) e vive a Pramaggiore (Ve) con l’opera: "Presenza di paesaggio". Soubie, artista dalla visione romantica e delicata, raccoglie le sue impressioni in un paesaggio onirico, astratto, quasi impalpabile. Come un’impressione pittorica di una natura colta nell'attimo tra il ricordo lontano nel tempo e un sogno che sfugge nel piacere.

Durante la serata si terranno le premiazioni degli Autori.

La decima edizione della selezione “Portfolio a Lucinico” sarà riproposta nel 2016 sempre nel mese di aprile a Lucinico (Go).
Organizzata dal “Fotoclub Lucinico” la manifestazione è stata realizzata con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Gorizia ed in collaborazione con la locale Unione Associazioni “Lucinis”, la BCC-CRA di Lucinico, Farra e Capriva, la "FPschool" di Milano, l'Azienda Agricola "Petrucco" di Buttrio (Ud), il Garden Center “Anna” di Mariano del Friuli (Go).

Potrà essere visitata fino a domenica 27 settembre 2015, con i seguenti orari:
- sabato 19 settembre: dalle 18.00 alle 22.00 (cerimonia inaugurale);
- domenica 20 settembre: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00;
- da lunedi’ 21 settembre: a mercoledì 23 settembre dalle 16.00 alle 19.00;
- giovedi 24 settembre e venerdì 25 settembre: dalle 16.00 alle 21.00;
- sabato 26 settembre e domenica 27 settembre: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 21.00.

La mostra s’inserisce nella manifestazione “Sguardi in città...e dintorni”, un'esposizione multimediale di oltre 500 immagini e alcuni video che ha lo scopo di promuovere l'immagine della cittadina Isontina. La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale “4° Stormo”, in collaborazione con il comitato cittadino "Mitteldream", con il gruppo Facebook “Sei di Gorizia se” e con il "Fotoclub di Lucinico". Una rassegna dedicata alla “gorizianità”, per ripercorrere o scoprire i momenti salienti della storia recente della città attraverso una carrellata di immagini, videoclip, gigantografie fotografiche e riproduzioni di cartoline storiche. La mostra sarà corredata dai dipinti a china di Emanuele Musulin e da immagini realizzate dal "Fotoclub di Lucinico".

"Sguardi in città...e dintorni" è abbinata al festival culturale-gastronomico "GUSTI DI FRONTIERA", un viaggio nelle tradizioni enogastronomiche di tutto il Mondo che si terrà a Gorizia da giovedì 24 a domenica 27 settembre 2015.


Ingresso libero
Info: fotoclublucinico@yahoo.it – www.fotoclublucinico.org

venerdì 18 settembre 2015

Storie #2/6 – Il trabucco di Peschici. Una storia fotografica di Stefano Baglioni

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«Lui, il nostro comandante, è sempre lì silenzioso e melanconico che controlla e dà il tempo all’apertura delle scene. Mostra, per attrarre i turisti e un po’ di guadagno, con timido, insicuro e quasi estraneo fare, delle riproduzioni in miniatura della “macchina da pesca”. Le ha realizzate con cura e ricchezza di particolari conoscendo anche i segreti più reconditi del modello originale»

Una storia fotografica di Stefano Baglioni >>

martedì 4 agosto 2015

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO (PAESAGGIO, REPORTAGE, NOTTURNA)

I MERCOLEDI FOTOGRAFICI NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO
By Fotobiettivo & Ecotur

Ogni mercoledì di Agosto è dedicato alla scoperta fotografica del territorio del Parco e al contempo si impareranno sul campo i segreti di diverse tecniche e generi fotografici.

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Un pomeriggio e una serata dedicati alla fotografia di reportage, alla fotografia paesaggistica e alla fotografia notturna. Insieme a Marco Palladino (www.marcopalladino.net), fotografo professionista, e a una guida turistica dell’Ecotur, si andrà alla ricerca degli scorci più suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Visiteremo la splendida valle del Sagittario, il borgo storico di Scanno, da sempre meta di fotografi e pittori, fotograferemo i suoi abitanti, i suggestivi vicoli, i costumi tradizionali, le botteghe artigiane, il lago di Scanno al tramonto e per concludere ci dedicheremo alla fotografia nell’ora blu e in notturna.

In caso i tempi lo consentano (a discrezione del docente) visiteremo anche Frattura Vecchia oppure l’Eremo di San Domenico

Si tratta di un vero e proprio corso di fotografia sul campo, si viene seguiti individualmente dal docente ed è quindi adatto a qualsiasi livello di conoscenza, dal principiante al fotografo più esperto. Per chi lo vorrà è previsto un incontro successivo col docente per la visione delle foto e la postproduzione.

Attrezzatura fotografica consigliata (non obbligatoria):
* Reflex o altra fotocamera digitale con impostazioni manuali
* Ottiche dedicate ai diversi generi: un grandangolo per paesaggi e reportage, un obiettivo da ritratto, possibilmente un obiettivo luminoso per gli interni
* Treppiede da impiegare per la fotografia notturna
* Filtro polarizzatore e filtro degradante
* Comando di scatto a distanza
Il docente farà utilizzare la sua attrezzatura professionale a turno

É consigliato portare con sé:
* Cena al sacco
* Scarpe da trekking o ginnastica comode
* Felpa e giubbino per la sera

Tempistica:
14.30 *Ritrovo presso l’Ecotur di Pescasseroli e partenza per scanno con auto condivise
15.30 – 18.00 *Visita di Scanno e delle botteghe artigiane, reportage
18.00 – 19.30 *Fotografia paesaggistica sul lago di Scanno
19.30 – 22.00 *Fotografia in ora blu e notturna
22.00 *Rientro a Pescasseroli

Date in calendario:
*19 Agosto
*26 Agosto

Costi (non comprendono spostamenti e pasti, revisione/postproduzione fotografica):
50 eu a persona
(familiari o amici che non partecipano al corso ma solo alla visita guidata: 20 euro)

Numero minimo di partecipanti: 6

Contatti e prenotazioni:
informazioni@ecotur.org
oppure telefonando al numero 0863/912760

N.B. nei giorni dei workshop l’autore è presente anche con la mostra fotografica
“Elegance and Dignity – Stories from india” nella via principale di Civitella Alfedena

lunedì 18 maggio 2015

Storie #1/5 - Ho incontrato Gutenberg Tipografia storica a Città di Castello


La tradizione che resiste, incessante, in epoca di digitalizzazione pervasiva, è il racconto sulla tipografia tipografia storica di Città di Castello, fotografata da Stefano Baglioni, a ricordarci che Gutenberg esiste ancora, basta cercare bene e tornare a camminare tra i borghi del Belpaese.
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Storie #1/4 - Oasi Felina di Porto Garibaldi (FE) La Pietas si paga

Senzatetto, abbandonati in strutture fatiscenti, sono i gatti dell'oasi felina di Porto Garibaldi. Una vicenda che tocca i nostri piccoli amici animali e racconta ancora una volta che in questo paese la buona volontà delle persone interviene laddove le istituzioni latitano
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La Pietas si paga. Hic et Nunc - vai alla gallery >>
 

giovedì 5 febbraio 2015

Dee Dee Bridgewater @ Roma Jazz Festival 2014 – Musica & Live

di Adriano Bellucci 
VAI ALLA GALLERY IN ARCHIVIO / GO TO AGENCY GALLERY
GALLERY IN ARCHIVIO >>

Grande interprete del repertorio di Billie Holiday, Dee Dee Bridgewater nata 64 anni fa a Memphis (città d'oro per le interpreti black avendo dato i natali anche ad Aretha Franklin) si è affermata nel tempo come una cantante eclettica capace di interpretare con classe raffinata i classici del blues, jazz e soul con puntate nel pop.

Alla Cavallerizza il Fai e l'Italia nelle Immagini di Renato Bazzoni



Fino al 1 marzo la Cavallerizza di Milano ospita una mostra dedicata al lavoro di Renato Bazzoni, architetto e fondatore del FAI.

Nei dieci anni di lavoro fotografico Bazzoni ha raccolto a partire dagli anni Cinquanta le testimonianze del cambiamento sociale, da agricolo a industriale, che ha attraversato l'Italia, rivelandone aspetti poco conosciuti, fondamentali per leggere il mutamento del territorio e dei consumi.

Il percorso è composta da sei sezioni: Architettura spontanea o rustica, Italia da salvare, Venezia, Tutti al mare, Verde Lombardia e Nel solco di Romolo: leggere il territorio.

Ingresso Gratuito.

By MilanoMagazine

giovedì 11 settembre 2014

Il lavoro nella Stazione di Centocelle – Mostra Fotografica

Una ricerca fotografica realizzata nel 1998 da Pasquale Aiello ed Antonio De Carolis, fotografi romani appartenenti al Gruppo Fotografico MIT (inserito nel D.L. Motorizzazione del Ministero dei Trasporti) che opera con progetti e ricerche fotografiche dal 1990, dà vita oggi a una mostra fotografica che si inaugura il 18 settembre alle ore 17.00 presso la Casa della Cultura Via Casilina 665

Come nasce questa mostra? Con cadenza regolare, e per quasi un anno, sono state fotografate le strutture della stazione ed i lavoratori operanti nell’area della stazione di Centocelle. L’idea guida  dei fotografi era quella di raccontare il lavoro svolto all’interno della stazione, sia quello effettuato nelle officine che quello sui treni in manovra. Inoltre, durante le sessioni di ripresa, nel contatto diretto, nei dialoghi  e nell’operatività quotidiana, Pasquale Aiello ed Antonio De Carolis hanno percepito (e ritenuto importante sottolineare) il senso di appartenenza delle maestranze a tutti i livelli.

Per il linguaggio utilizzato e l’accento posto su alcuni aspetti, la ricerca sicuramente riesce a rappresentare iconograficamente coloro i quali “stanno dietro (le linee)” il funzionamento di una linea di trasporto su ferro e che con il loro lavoro creano le condizioni per il suo esercizio quotidiano.

Ricerca fotografica, certo, su modalità lavorative da contestualizzare al 1998, tuttavia sempre occasione per un forte sostegno e valorizzazione di questo tipo di trasporto.

Il progetto, ad oggi, non è mai stato esposto pubblicamente.

INFO: http://gruppofotograficomit.weebly.com/mostra-il-lavoro-nella-stazione-di-centocelle.html

sabato 1 marzo 2014

Calcio Storico Fiorentino
una tradizione di oltre cinque secoli

Antiche rivalità e la voglia di vincere sempre e comunque: quattro squadre per quattro quartieri, nella cornice di una fantastica Firenze: “C’È UN GIOCO ANTICO, UN GIOCO SENZA REGOLE, DOVE I COMPAGNI SONO FRATELLI DI SANGUE, E GLI AVVERSARI NEMICI GIURATI. QUATTRO SQUADRE, QUATTRO COLORI, GIOCANO PER LE PROPRIE DONNE, VINCONO PER IL PROPRIO QUARTIERE. MOLTI UOMINI, UN SOLO DESIDERIO: VINCERE LA PAURA, SCOPRIRE SE STESSI, FRA PUGNI, CAREZZE E FUOCHI D’ARTIFICIO”. Con queste poche, ma significative, parole viene introdotto nel sito ufficiale quello che viene considerato l’origine di alcuni sport che a oggi sono tra i più famosi nel mondo, come il calcio, il football ed il rugby.

di Luca Vangelista

Apparso attorno alla fine del Quattrocento, le partite di Calcio Storico si svolgevano solitamente nel periodo del Carnevale, e venivano giocate da due squadre, presumibilmente con un pallone ripieno di stracci o di pelle su terreni sabbiosi, il cui solo obiettivo era quello di portare la palla oltre il campo dell’avversario con qualsiasi mezzo.
Il fenomeno si diffuse rapidamente tra i giovani fiorentini, al punto che questi lo praticavano frequentemente in ogni strada o piazza della città; era talmente popolare che nel gennaio del 1490, trovandosi l’Arno completamente ghiacciato, su di esso venne delimitato un campo e giocate alcune partite.

la parata prima della partita - vai alla gallery >>

Con il passare del tempo, però, soprattutto per problemi di ordine pubblico, si andò verso una maggiore organizzazione, ed il calcio cominciò ad essere praticato soprattutto nelle piazze più importanti della città, portando i fiorentini a cimentarsi in vere e proprie sfide. Le squadre vantavano nelle loro compagini nomi altisonanti di nobili, illustri personaggi della vita pubblica cittadina e delle casate più importanti di Firenze (ad esempio, i Medici), che vestivano le sfarzose uniformi dell'epoca, le quali diedero poi il nome a questo sport.

Sono molte le partite passate alla storia, vuoi per il contesto in cui sono state giocate, vuoi per i fatti avvenuti durante il loro svolgimento e riportati dalle cronache del tempo, oppure soltanto per le personalità illustri che vi presero parte. Ma "la partita" per eccellenza, a cui si ispirano le sfide di oggi, è quella che venne giocata in piazza di Santa Croce a Firenze il 17 febbraio 1530 durante l'assedio della città; in quell’occasione, infatti, venne lanciata una delle più grandi sfide dalla Repubblica fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, diede sfoggio di coraggio e indifferenza mettendosi a giocare al Calcio Storico in piazza Santa Croce, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione. La popolarità di questo gioco durò per tutto il Seicento, ma nel secolo successivo cominciò un lento declino che lo portò di lì a poco alla scomparsa, almeno come evento organizzato.


La partita che diede il via alla rinascita del gioco nel XX secolo si giocò nel maggio del 1930 quando, per la ricorrenza del quattrocentenario dall'Assedio di Firenze, su iniziativa del gerarca fascista Alessandro Pavolini, venne organizzato il primo torneo tra i quartieri della città; da allora, salvo che per il periodo bellico, ogni anno, solitamente nel mese di giugno, si sono svolte puntualmente fra le secolari mura cittadine le sfide fra i calcianti dei quattro quartieri storici di Firenze: i "Bianchi" di Santo Spirito, gli "Azzurri" di Santa Croce, i "Rossi" di Santa Maria Novella e i "Verdi" di San Giovanni. Il calcio in costume è sempre stato caratterizzato da un forte agonismo, che talvolta sconfina in violente risse al di là di ogni regolamento; questa caratteristica non è scomparsa col tempo: l'11 giugno 2006, il primo incontro del torneo 2006, tra la squadra dei Bianchi (del quartiere di Santo Spirito) e quella degli Azzurri (di Santa Croce) è stato sospeso subito dopo l'inizio a causa dei pestaggi che avevano trasformato la partita in una vera e propria rissa. La gravità del fatto ha costretto la giunta comunale ad annullare l'intero torneo 2006, e l’anno successivo il torneo è stato annullato per l’assenza di sufficienti garanzie di sicurezza.

Botte da orbi - vai alla gallery >>

Nel 2008 la manifestazione sportiva è stata reintrodotta con delle modifiche delle regole di gioco per garantire un regolare svolgimento ed evitare risse incontrollate: i calcianti ora devono avere meno di 40 anni e non devono aver riportato condanne penali gravi. La finale viene disputata in occasione degli annuali festeggiamenti di San Giovanni, patrono della città, preceduta da un corteo nel centro di Firenze (composto per l’occasione da 530 figuranti, vestiti di rigorosi costumi militari di epoca rinascimentale, rievocando le gesta e le Armi della Repubblica, quando Firenze era governata dal popolo), ed il premio in palio è una vitella bianca di razza Chianina. Possiamo affermare con certezza che oggi il Calcio Storico Fiorentino è una vera e propria tradizione, molto radicata nel tessuto sociale cittadino, basta osservare le immagini per percepire negli occhi di ogni fiorentino come la difesa e la rappresentanza del proprio quartiere sia vissuta con assoluta partecipazione ed estremo senso di appartenenza.

© 2015 Luca Vangelista – www.fotobiettivo.it


































domenica 6 ottobre 2013

Paesaggi di rami e ghiaccio. Le montagne di Filettino in inverno.

di Marco Palladino

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Collegata alle informazioni che trovate nell’articolo Filettino, ultimo avamposto laziale prima dell’Abruzzo, ecco una gallery di fotografia paesaggistica che ritrae le montagne intorno Filettino partendo da Campo Staffi. Le foto sono state scattate all’inizio di aprile, poco prima dello scioglimento della neve.

Filettino, ultimo avamposto laziale prima dell’Abruzzo

di Silvio Zappi

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Filettino, ultima terra laziale prima dell’Abruzzo, sorge nel territorio del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ad un’altitudine di 1075 m sul livello del mare; è il comune laziale con l’altitudine più elevata. Con i suoi 550 abitanti ospita la fonte sorgiva (Fontana Caraffa o delle tre cannelle) del fiume Aniene, nome quest’ultimo che deriva da un’antica leggenda che racconta di Anio, figlio di Apollo, subire un rapimento della figlia da parte di Catillo; Anio nel tentativo di oltrepassare il fiume annega e apparendo poi sotto forma di spirito porta in salvo la figlia.

mercoledì 2 ottobre 2013

Inaugurata a Roma la mostra “Robert Capa In Italia 1943 – 1944”

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Inaugurata il 3 ottobre, presso il Museo di Roma con sede a Palazzo Braschi a Piazza Navona, la mostra Robert Capa In Italia 1943 – 1944. Un’occasione quanto mai interessante per ammirare una parte degli scatti del fotografo ungherese, cofondatore dell’agenzia fotografica Magnum; 78 scatti eseguiti in Italia durante la seconda guerra mondiale che raccontano la resa di Palermo, la distruzione della posta centrale di Napoli, il funerale delle giovanissime vittime delle Quattro Giornate di Napoli e a Montecassino, la gente che fugge dalle montagne dove infuriano i combattimenti.

Le opere saranno esposte fino al 6 gennaio 2014

Luogo: Museo di Roma

Orario: dal martedì alla domenica ore 10.00 - 20.00. La biglietteria chiude alle 19.00. Lunedì chiuso

Biglietto d'ingresso: Intero € 11,00 - Ridotto € 9,00, per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 10,00 - Ridotto € 8,00

Si rimanda al seguente link per ulteriori notizie:

http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/robert_capa_in_italia_1943_1944

venerdì 27 settembre 2013

Le mutazioni – un progetto presso la Casa delle Letterature sui percorsi interpretativi delle arti

clip_image002Viene abbastanza normale far seguire alla parola “mutazioni” l’aggettivo “genetiche e, solitamente, con questa forma si vuole indicare qualcosa che ha avuto uno profondo scostamento dalla sua origine.

La CASA DELLE LETTERATURE di Roma ha avviato un Progetto che intende scrutare i processi di mutazione, in questo caso della Capitale, fissandone l’origine e poi, con un percorso comparativo di lettura e interpretazione dell’odierno, far emergere una non superficiale riflessione sulla consistenza delle trasformazioni.

“L’esperimento” ha una procedura non asettica e si ancora su elementi non neutri che coinvolgono da subito le sensibilità umane più complesse e avvolgenti. L’origine degli elementi mutati viene fissata nella lettura e interpretazione che di questi hanno fatto i grandi autori letterari del novecento e la rilettura viene condotta con strumenti altrettanto sensibili e di forte caratterizzazione interpretativa quali la fotografia, la pittura, i video arte e i documentari visivi.

venerdì 20 settembre 2013

Peschici, il trabucco. Tra terra cielo e mare

di Stefano Baglioni

ARCHIVIO FOTOBIETTIVO

“Venghino signori venghino”. Nessuno urlava così, ma le parole erano nell’aria e nei volti della piccola fila di turisti che uno dietro l’altro camminavano su un ponticello di legno, tutti stupidamente titubanti della sua stabilità cosicché alternavano al passo una forte presa sui parapetti quasi che fossero su un ponte di corde ciondolante su un canyon. Una volta arrivati sulla piattaforma la soddisfazione che mostravano era come fosse spinta dalla liberazione da un pericolo imminente. Non si erano accorti, però, di aver perso il senso simbolico di quel tragitto dalla terra ferma a quella sospesa, dallo scoglio ad una “città invisibile”.

giovedì 19 settembre 2013

Damnatio memoriae – Una riflessione sulla memoria fotografica

di Stefano Baglioni

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Una mostra fotografica a Roma è nata da una storia particolare (ILEX Exhibition Space, Via in Piscinula 21 Trastevere tel. 333.3047434 – visite per appuntamento info@ilexphoto.com fino al 25 settembre 2013). Ed è particolare per i sui significati. Brevemente la genesi. Vicino ad un cassonetto a Trastevere vengono trovati tre album di fotografie, sul primo è attaccato un post-it con scritto “si può buttare”. Le fotografie tutte insieme raccontano la vita di una signora, una contessa, a partire, presumibilmente, dagli anni quaranta.

domenica 1 aprile 2012

Fotografia paesaggistica: corretta esposizione - NOTE

di Marco Palladino

Uno scatto fatto "di sfuggita" mentre salivo a Forca D'Acero per recarmi alla mostra di Pescasseroli, un momento di particolare bellezza del cielo che non si è più ripetuto nei giorni seguenti. Posto questa foto per ragionare su alcuni aspetti della resa delle luci nel digitale.
 
_MG_3150
EXIF: CANON ESO 40D, EF 17-40L @17, F9, 1/200, ISO100
 
E' frequente in questo tipo di fotografia paesaggistica dover affrontare una scelta problematica sull'esposizione da usare.