lunedì 23 maggio 2016
WORKSHOP DI FOTOGRAFIA MUSICALE
Workshop di fotografia musicale
A cura di Adriano Bellucci
www.jazzupchannel.it - #jazzandLand
Sabato 2 e Domenica 3 Luglio 2016
Piazza del Gesù - Viterbo
Presentazione
Il workshop si terrà durante i giorni del JazzUp Festival, da Sabato 2 luglio a Domenica 3 luglio 2016. Obiettivo del workshop: fornire ai partecipanti le basi della tecnica di ripresa fotografica degli eventi live. Verranno affrontati gli aspetti relativi alla tecnica di ripresa, al racconto fotografico dei concerti, all'approccio con l'evento live, con qualche cenno alla post produzione degli scatti fotografici. Ai partecipanti sarà data occasione di mettere subito in pratica i concetti teorici tramite la ripresa dei concerti della rassegna JazzUp che si terranno nei giorni del workshop.
Prerequisiti per la partecipazione:
conoscenza di base dei concetti di ripresa fotografica relativi all'esposizione e alla profondità di campo, possesso di una fotocamera che consenta il controllo manuale dei parametri di esposizione (tempo di esposizione, diaframma e valori ISO).
Per le riprese dei concerti è consigliato l'utilizzo di obiettivi con focale medio-tele (esempio 28-135 mm) o di focali fisse da 24 a 200 mm. E' inoltre consigliato l'utilizzo di un computer portatile con installato Adobe Lightroom. Una versione di prova gratuita valida 30 gg è scaricabile a questo indirizzo https://www.adobe.com/it/products/photoshop-lightroom.html?promoid=KLXLX cliccando su "Versione di prova gratuita". Ai partecipanti è richiesta la presentazione di un portfolio di max 12 immagini su qualsiasi argomento.
Numero di partecipanti: minimo 4, massimo 8.
Costo del workshop 130,00 euro (Comprensivo di cene in convenzione).
Per prenotazioni e informazioni scrivere a adrianobelluccifoto@outlook.it
PROGRAMMA
Sabato 2 luglio
10,00-13,00 Presentazione dei partecipanti con una breve analisi del portfolio. Approfondimenti tecnici sulle impostazioni delle fotocamera ed utilizzo della fotocamera per affrontare le diverse condizioni di luce che si presentano nel corso del concerto. Tramite l'analisi dei lavori di vari autori esposizione di concetti di composizione dell'immagine e rappresentazione del concerto in funzione dello sviluppo di un racconto dell'evento.
14,00 -18,00 Prosecuzione degli argomenti affrontati al mattino. Come muoversi nel sotto palco in funzione degli artisti e del pubblico
18,00 e 21,00 Applicazione pratica dei concetti discussi nella giornata con una sessione di scatti nel corso del soundcheck e del concerto serale
Domenica 3 luglio
10,00 - 13,00 Analisi degli scatti effettuati nel corso del soundcheck e del concerto
14,00 - 17,00 Cenni di post produzione con Adobe Lightroom
CURRICULUM DEL DOCENTE
Adriano Bellucci si occupa di ripresa fotografica di eventi live da circa tre anni. Tra il 2012 e il 2015 ha partecipato a tre mostre, una personale sul carnevale di Venezia ("Tracce di Rosso") e due nell'ambito del Festival della Fotografia “Ponti Fotografici” esponendo, nella prima edizione, immagini aventi come tema la foto di scena e, nella seconda edizione, una ricerca sull'area della periferia nord est di Roma.
Alcune sue riprese del concerto di ANTHONY JOSEPH & THE SPASM BAND del Roma Jazz Festival 2013 sono state pubblicate in Russia da magazine specializzati.
Dal 2013 collabora con l'agenzia di comunicazione Big Time nella ripresa di eventi live curati dall'agenzia.
Nel 2014 la sua foto "Lavender's Field at Senanque Abbey" è stata esposta a San Pietroburgo nell'ambito della mostra "100 Wonder of the World".
Suoi reportage fotografici di eventi live vengono pubblicati sul web dalla rivista di hi-fi Suono, dal webmagazine Fotobiettivo e sul sito specializzato Allaboutjazz .
Nel 2015 è fotografo ufficiale dell'Ortaccio Jazz Festival e sempre dallo stesso anno è fotografo ufficiale del gruppo rock progressive Inior.
Info e contatti:
e-mail: ufficiostampa@jazzupchannel.it
Twitter: www.twitter.com/@JazzUpFestival
Facebook: www.facebook.com/JazzUp-Festival-Viterbo
Sito web ufficiale: www.jazzupchannel.it
Direttore artistico: Giancarlo Necciari
Relazioni con la Stampa e Comunicazione: Erica Simone & Daniele Camerlengo
+39 3489968224 - e-mail: erica.simone75@gmail.com
+39 3285428283 - e-mail: daniele.camerlengo@gmail.com
lunedì 16 maggio 2016
Lo Zaino del Fotografo: COME RACCONTARE UNA STORIA
Workshop di reportage e fotografia sociale organizzato dalla scuola Fotografando di Musicastrada
Due giorni di lavoro con Marco Palladino, fotografo professionista e giornalista pubblicista, nei quali introdurrà i sui allievi sulla strada degli strumenti del fotoreporter sociale: come trovare una storia, come si sviluppa e si organizza il lavoro.
Il corso è pensato per offrire, a chi vuole avvicinarsi al reportage fotografico, un percorso formativo teorico e pratico mirante a introdurre gli studenti ai diversi linguaggi della fotografia di reportage e a fornire le competenze necessarie alla realizzazione di un racconto per immagini.
Nella prima parte Marco Palladino vorrà conoscere il modo con cui i suoi corsisti approcciano al reportage mediante la revisione del loro portfolio. Per il portfolio è richiesta una selezione di 10-15 foto e non è necessario sottoporsi a tale "lettura". Prendendo spunto da questi ultimi e tramite il racconto della propria esperienza di giornalista e fotoreporter porterà gli allievi verso le necessarie competenze tecniche per affrontare un reportage.
Il primo giorno di workshop si concluderà con la prima delle due sessioni pratiche previste: realizzare un reportage in notturna. La domenica ripartiremo dalla cosa che ci piace di più, SCATTARE, contestualmente al Finger Food Festival - Cascina (Pi) ci preoccuperemo di raccontare come il Borgo di Cascina si animerà grazie a questo evento.
A seguito della sessione di scatti si aprirà una discussione in merito alla selezione delle immagini,alla post-produzione e all' editing.
PROGRAMMA IN DETTAGLIO:
1° GIORNO, 21 MAGGIO
ore 10:00 ritrovo partecipanti presso la sede di Fotografando
ore 10:15 inizio Workshop
ore 11:30 coffè break
ore 11:45 preseguo lezione
ore 13:00 pausa pranzo
ore 14:30 ritrovo partecipanti presso la sede di Fotografando
ore 14:45 ripresa del corso
ore 16:45 coffè break
ore 17:00 ripresa lavori
ore 17:45 termine lezione teorica.
ore 21:oo ritrovo in conrso Matteotti a Cascina per sessione di scatti in notturna.
2° GIORNO, 22 Maggio
ore 11:00 ritrovo corsisti a Cascina in corso Matteotti
ore 11:15 inizio sessione di scatti
ore 13:30 pausa pranzo
ore 14:30 lezione di post.produzione e revisione immagini
ore 17:00 termine corso.
Il workshop si svolgerà presso la Scuola di Fotografia Fotografando
Palazzo Guicciardini- Sala Silvano Rabai- v. Guicciardini 55 ( ingresso da piazza 2 Giugno) Montopoli in Val d' Arno ( PI).
Le sessioni pratiche e l' intera giornata di domenica 22, verranno realizzate in concomitanza con il Finger Food Festival - Cascina (Pi), Corso Matteotti.
COSTO: 149 Euro, massimo 15 partecipanti.
L' eventuale soggiorno, pranzi e cene sono escluse.
Per INFO E prenotazioni: 3200149832/3490562204/3313915296
Fotografando@musicastrada.it
lunedì 11 aprile 2016
Timeless Persia e SOKUT, due reportage sull’Iran stanno per diventare libri fotografici
Due progetti di documentazione fotografica sull’Iran sono in procinto di diventare libri fotografici, grazie al contributo di crowdfunding, in scadenza tra pochi giorni. Per partecipare visitare il link http://www.kisskissbankbank.com/it/projects/sokut-timeless-persia
Scrivono i due autori, Davide Palmisano e Manuela Marchetti:
Siamo andati in IRAN nel 2015 con il progetto di documentare questo grande Paese, in procinto di uscire da oltre un decennio di isolamento causato dalle sanzioni internazionali, e da quella avventura è nata l'idea di realizzare due libri fotografici, per mostrare a tutti le suggestioni che questo luogo ci ha trasmesso.
Timeless Persia e SOKUT rappresentano per ciascuno di noi il primo libro fotografico.
L'idea è nata dal forte desiderio di lasciare traccia di un Iran che forse non ci sarà più. Siamo arrivati in Iran nella primavera del 2015 poco prima dello scoppio della “bolla mediatica” dell' #irandeal, prima degli accordi di Losanna del giugno 2015 da cui ha preso il via un processo di cambiamento tanto importante per la vita degli iraniani quanto inarrestabile e tumultuoso.
Attraversando l'Iran ci siamo accorti che c'è una bellezza antica che potrebbe sparire travolta dagli eventi. Una bellezza a cui ci siamo abbandonati, suggestionati da questo paese sospeso fra il passato e il presente, che non abbiamo voluto semplicemente descrivere ma raccontare attraverso le sensazioni.
Un viaggio nel "silenzio" come realtà che parla, come luogo dove trova espressione il linguaggio delle emozioni, ma anche un viaggio in un paese "senza tempo", dove passato presente e futuro si intrecciano.
Timeless Persia
è un racconto fotografico che esprime i contrasti e le contraddizioni dell'Iran e al tempo stesso racconto di viaggio in chiave personale. Il menabò di Timeless Persia è già stato selezionato con il terzo premio al concorso PhotoEbook, indetto dalla casa editrice Emuse.
(Timeless Persia - © davide_palmisano)
SOKUT
Le immagini di SOKUT (titolo, che significa "silenzio" in Persiano) penetrano nel terreno dell’intimità riconducendoci al senso collettivo del sacro. Alle immagini si alternano versi tratti dai testi delle celebri poetesse iraniane Forough Farrokhzad e Simin Behbahani.
(SOKUT - © manuela_marchetti)
Link: http://www.kisskissbankbank.com/it/projects/sokut-timeless-persia
giovedì 17 marzo 2016
memories/no memories (fotografia fra flusso e ricordo), a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri
“Memories/No Memories” è il progetto fotografico a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri che si interroga sul cambiamento di funzione sociale della fotografia introdotto dalla rivoluzione digitale e in particolare sul rapporto della fotografia con la nostra memoria. Per questa prima fase del progetto sono stati invitati a confrontarsi sul tema tredici fotografi italiani che hanno affrontato il concetto da prospettive personali e diversificate. Seguirà più avanti una call aperta a tutti i fotografi per incrementare proposte e prospettive e costruire un osservatorio ancora più ricco e diversificato.
Partner del Progetto Associazione Culturale Deaphoto e Clic.hè Webmagazine di fotografia e realtà visuale.
Autori selezionati nella Open Call di Febbraio 2016:
· DANIELE BRESCIA –LIGHT ON ME
· SOFIA BUCCI-IL SAPORE DELLE FOGLIE
· NATHALIE DEPOSE-FAMILY HOUSE
· GIULIA FRANCINI-RUMORE BIANCO
· ADINA IONESCU MUSCEL- GETTING THE EXTRA BEATING HEART OUT OF MY CHEST
· GABRIELLA MARTINO.IL NIDO DEL CUCULO
· NOVELLA OLIANA-LE LISTE VERTIGINOSE
· DUCCIO RICCIARDELLI-TATTILE PSICHICO
· MICHELE SPAGNOLO-VALENTINA IN LIBIA
· MATTIA TOSELLI-NON HO MEMORIA DI QUESTO LUOGO
· CLARA TURCHI ROSE-PERSISTENZA DELLA MORTE (DESIDERIO DI MEMORIA)
Per ulteriori informazioni:
memoriesnomemories.tumblr.com
memoriesnomemories@gmail.com
sabato 5 marzo 2016
LETIZIA BATTAGLIA ANTHOLOGIA a Palermo dal 5 marzo
Dal 6 marzo all’8 maggio 2016, ZAC ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, ospita la grande retrospettiva della fotografa palermitana Letizia Battaglia, Anthologia a cura di Paolo Falcone con oltre 140 lavori esposti insieme per la prima volta.
La mostra voluta dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, in collaborazione con la Fondazione Sambuca, e rientra nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni di Letizia Battaglia, quale omaggio alla sua straordinaria carriera riconosciuta a livello internazionale.
LA MOSTRA
Fotografie di grande formato, in bianco e nero, occupano l’intero spazio dello ZAC, insieme a videointerviste, libri sull’artista e materiale inedito che ripercorrono la carriera di Letizia Battaglia, tra le prime donne fotogiornaliste in Italia, che ha ritratto i luoghi e le vittime degli omicidi di mafia, ma anche la vita, i volti e la società palermitana. Immagini di dolore, povertà, morte, e di ricchezza, speranza, ribellione disegnano un percorso narrativo in cui le donne, i bambini, la politica, la mafia, la religione, le processioni, le feste e i numerosi campi d’investigazione diventano il pretesto per una rappresentazione unica di un momento storico durato oltre un quarantennio. Molte le foto meno note, insieme a omicidi rimasti senza nome, che sono frutto di un lungo lavoro di ricerca nei suoi archivi. L’intento è di offrire allo spettatore una visione complessiva dell’intero corpo fotografico che attraversa la storia e il costume nazionale.
Gli allestimenti della mostra sono in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Palermo.
“Una mostra antologica che mette in luce i diversi aspetti del lavoro di Letizia Battaglia; concepita come un unicum polifonico dove amore e dolore, sangue e compassione, tragedia e sogno si mescolano in un percorso dal forte impatto emotivo, riflettendo il suo coraggio e la sua grandezza”. [Paolo Falcone]
IL VOLUME
La mostra è accompagnata da un esteso volume pubblicato da Drago in due edizioni, italiano e inglese, (360 pagine, 25 x 33 cm), che raccoglie l’intero corpus fotografico della mostra, con un testo introduttivo di Paolo Falcone e interventi di importanti esponenti internazionali del mondo della fotografia, del giornalismo, della cultura, della politica: Francesca Alfano Miglietti, Roberto Andò, Lorenzo Baldo, Attilio Bolzoni, Giovanna Calvenzi, Christian Caujolle, Andrea Cusumano, Sarah Cosulich Canarutto, Pippo Delbono, Nino Di Matteo, Helen Doyle, Donna Ferrato, Marta Gili, Melissa Harris, Graciela Iturbide, Gisela Kayser, Saverio Lodato, Simona Mafai, Dacia Maraini, Antonio e Patrizia Marras, Leoluca Orlando, Fred Ritchin, Giovanni Senzani, Alexander Stille, Wim Wenders, Daniela Zanzotto, Franco Zecchin.
INFO PUBBLICO
inaugurazione: sabato 5 marzo 2016, ore 18.00
apertura al pubblico: 6 marzo - 8 maggio 2016
orari: da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 18.30
giorno di chiusura: lunedì
ingresso libero
www.letiziabattaglia.com
INFO STAMPA
Ufficio stampa della mostra
Ludovica Solari | press@ludovicasolari.com
Ufficio Comunicazione Istituzionale
Comune di Palermo | ufficiostampa@comune.palermo.it |
INVITO AL CINEMA L’avventurosa storia del manifesto cinematografico italiano
Invito al Cinema - L’avventurosa storia del manifesto cinematografico italiano è un ciclo di tre appuntamenti per conoscere la storia, gli autori, gli stili e le forme produttive dell’illustrazione pubblicitaria del cinema italiano. Gli incontri si svolgeranno presso la sede di Fermo Immagine - Museo del Manifesto Cinematografico di Milano (via Gluck, 45) a partire da giovedì 3 marzo e saranno a cura di Roberto Della Torre, docente di Storia del Cinema Italiano all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore Scientifico di Fermo Immagine.
Il manifesto cinematografico italiano è considerato fra i più importanti a livello internazionale per tradizione e qualità artistica. Eppure, l’illustrazione pubblicitaria del film su manifesti, cartelloni, flani e locandine non sempre è oggetto dell’approfondimento che merita, adombrata com’è dal film stesso. Invito al Cinema mette al centro il manifesto, rendendogli omaggio come testo autonomo dotato di un proprio linguaggio e come importante luogo di attesa e di memoria del film.
Nei tre incontri in cui si articola l’iniziativa, ne verrà ripercorsa la storia: dai primi incunaboli ad uso dei pionieri del cinematografo fino all’istituzionalizzazione del manifesto ad opera di Anselmo Ballester, dalla classicità di Achille Luciano Mauzan fino alle sperimentazioni pop di Sandro Simeoni, dai collage fotografici dei cartelloni neorealisti alla contemporanea rivoluzione digitale. Parallelamente, verranno approfonditi aspetti e problemi del cartellonismo italiano sullo sfondo della storia della grafica, dell’arte, del cinema e della pubblicità.
Giovedì 3 marzo – ore 19.00
Dagli incunaboli al manifesto artistico (1895-1929)
Il manifesto cinematografico nasce con il cinema. Se i primi pionieri facevano uso di semplici cartelli testuali per promuovere i loro spettacoli ambulanti, la nascente industria cinematografica sentirà il bisogno di promuovere questa nuova forma di spettacolo in modo grandioso: alcuni tra i maggiori artisti del periodo verranno chiamati ad illustrare colossali cartelloni per film. Vacchetti, Mauzan, Prampolini, Caldanzano sono solo alcuni dei molti artisti che diedero origine a quello che ancora oggi è considerato il periodo aureo del manifesto cinematografico italiano.
Venerdì 1 aprile – ore 19.00
Standardizzazione e realismo (1930-1954)
Sulla spinta delle nascenti agenzie pubblicitarie, anche l’industria cinematografica procede ad una riorganizzazione della promozione dei film. Una volta abbandonati i riferimenti pittorici, grazie in particolare ad Anselmo Ballester, si introducono nuove strategie di valorizzazione del film che ne sottolineano meglio le specificità linguistiche ed espressive. Con l’avvento del Neorealismo, nel secondo dopoguerra, anche il modello ormai standardizzato di Ballester viene messo in discussione. Tra le ragioni, l’uso della fotografia, ancora raro, ma destinato inevitabilmente a diffondersi.
Giovedì 28 aprile – ore 19.00
Sperimentazione e declino (1955-1990)
La fortuna del cinema italiano in Italia e all’estero si riflette anche sulla sua pubblicità. La vivacità produttiva e la grande creatività narrativa che si esprime soprattutto nel cinema di genere, trova corrispondenza nelle illustrazioni di questo periodo. Due generazioni di cartellonisti animano uno dei periodi più ricchi e produttivi del cinema italiano regalando al pubblico immagini che restano scolpite nella memoria. Nonostante i limiti imposti dalle case di produzione, artisti come Averardo Ciriello, Manfredo Acerbo, Carlantonio Longi e Sandro Simeoni realizzano sia opere pittoriche colte e tradizionali, sia illustrazioni sperimentali che guardano alla pop art. Sarà sul finire degli anni settanta che la crisi del cinema e l’uscita dalle scene di molti pittori del cinema avvierà un processo lento ma inesorabile che porterà alla scomparsa della figura del cartellonista.
Invito al cinema trova la sua location naturale in Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano (via Gluck,45). Con i suoi oltre 150.000 pezzi, tra fotobuste, manifesti, locandine, soggettoni, foto di scena e affiches pubblicitarie, l’archivio di Fermo Immagine è uno dei più forniti sul territorio nazionale. E’ qui che si possono trovare pezzi storici fondamentali, come i manifesti dei capolavori dei più grandi registi, da Federico Fellini a Alfred Hitchcock, da Luchino Visconti a Stanley Kubrick. Trasversale è il ventaglio di genere trattati: dal western al cartone animato, dall’horror al drammatico, passando per melodramma e commedia all’italiana. Inoltre, non mancano curiosità provenienti da tutti i paesi del mondo, dagli anni Venti ad oggi. Parte della collezione è visibile in esposizione permanente all’interno degli spazi del Museo, ma soprattutto nel corso delle mostre allestite durante l’anno.
FERMO IMMAGINE Museo del Manifesto Cinematografico
Via Cristoforo Gluck, 45 – Milano
www.museofermoimmagine.it
museofermoimmagine@gmail.com
UFFICIO STAMPA: Anna Castagna
349.295.1947 stampa.fermoimmagine@gmail.com
Mostra fotografica di Elvira Pavesi CROMOEMOZIONI
“Come un equilibrista sul tetto del mondo, non temo di cadere, mi concentro sul mio andare avanti e intanto mi godo la vista di un incantevole panorama”
(A. Vanligt)
Viene in mente il poeta dei social network quando si pensa a Elvira Pavesi, per quel suo modo di districarsi con fare acrobatico e al contempo elegante tra i mille impegni di lavoro e famiglia e la sua passione per la fotografia, che non si limita unicamente alla produzione di immagini ma si spinge alla presidenza del Circolo Fotografico Cizanum. Ma è proprio in veste di Fotografa che esce fuori il suo animo acrobatico. Le sue foto non sono mai scontate, proprio come il percorso dell’acrobata che assaggia con la punta dei piedi il vuoto sotto la corda fissata tra i pali dell’ovvio. E allora, con passi briosi alternati a mezze capriole, cattura il fiato di chi la osserva con il naso all’insù, sorprendendo con esplosioni di colore che lei spesso ama ingabbiare in geometrie rigorose, come se stesse scrivendo la grammatica della fantasia. Quando poi credi di aver capito il suo percorso e azzardi un pronostico sulla sua prossima mossa, ecco che lei ti spiazza di nuovo, piroettando su sé stessa per interpretare a modo suo temi che per altri fotografi sono spesso una trappola colma di banalità. Fa il suo spettacolo con la capacità unica di goderselo mentre è in corso. Si gode il panorama del mondo, che osserva vedendo cose che sfuggono ai più. E quando hai la fortuna di guardarlo con i suoi occhi, trovi bellezza, colore, fantasia dove di solito non avresti neppure soffermato lo sguardo. Elvira è la differenza tra guardare e vedere. Tutti siamo capaci di vedere, ma pochi tra noi sono quelli in grado di guardare. Lei è una di queste persone; solo che non si accontenta di guardare, ma interpreta, ed ogni volta è un ohhhh di stupore. Proprio come quando resti senza fiato fissando l’acrobata al circo volteggiare a passo sicuro sulla corda tesa nel vuoto. Con l’unica differenza che Elvira lo fa con scarpe tacco 12! (Barbara Miele)
Inaugurazione:
Domenica, 6 MARZO 2016 - ore 11.15
Spazio espositivo di Villa Marazzi Via Dante, 47 - Cesano Boscone (MI)
(seguirà rinfresco)
Apertura della Mostra dal 6 al 20 marzo 2016
Venerdì: dalle 17.00 alle 19.00 - Sabato e Domenica: dalle 10.30 alle 12.30 - dalle 17.00 alle 19.00
Ingresso libero
Per informazioni cizanum@gmail.com
Tel. 3391392457 - FB ElvyColors
venerdì 4 marzo 2016
ANDY SUMMERS FOTOGRAFO IN MOSTRA ALLA LEICA GALERIE MILANO CON “MYSTERIOUS BARRICADES”
Il celebre chitarrista dei Police arriva in Italia e presenta il racconto fotografico della sua vita tra note malinconiche e sfumature dark
“Music and photography are kindred spirits in that they are nonverbal arts, but handily, may have interchangeable terms”
A. Summers
Milano, 1 marzo 2016– Martedì 22 marzo alle ore 19.00 presso la Leica Galerie Milano (Via Mengoni, 4 – angolo Piazza Duomo), Leica Camera Italia inaugura la mostra “Mysterious Barricades” di Andy Summers, celebre chitarrista del gruppo The Police e apprezzato fotografo a livello internazionale.
Con la sua musica innovativa, Andy Summers ha rappresentato un vero riferimento per i musicisti di tutto il mondo. Già attivo nelle principali band londinesi, Summers raggiunge il successo nei primi anni ’80 come chitarrista del gruppo rock The Police. La sua carriera, come solista e compositore di colonne sonore, lo porta poi a collaborare con grandi artisti di fama mondiale. Pur non abbandonando mai la sua più grande passione, la musica, Andy Summers oggi è anche un rinomato scrittore e un abile fotografo. Ha infatti all’attivo mostre fotografiche di successo nelle principali gallerie internazionali: dalla Leica Gallery di Los Angeles e il Paris / LA Independent Photo Show alla Kunst.Licht Gallery di Shanghai, dalla CCC Gallery di Pechino alla Photokina di Colonia con numerose esposizioni in programma anche per la prossima stagione.
Alla Leica Galerie Milano sarà presente con il progetto fotografico “Mysterious Barricades” ispirato all’omonimo successo musicale, che raccoglie 40 scatti in bianco e nero, immagini delicate che raccontano la vita dell’artista nella sua doppia veste di musicista e fotografo sempre in viaggio: dall’altopiano della Bolivia ai vicoli del Golden Gai di Tokyo, dalle strade di Napoli alle vedute di Shanghai.
La mostra ripercorre i vari stadi di ispirazione fotografica di Summers, sempre influenzati dalla musica. Le immagini descrivono situazioni in sospensione o“in progress” che trasmettono un senso di intimità, tra il surreale e l’ambiguo, talvolta con sfumature oscure e note malinconiche che ricordano le sonorità delle sue melodie.
“The photography I create is a visual counterpart to the music that never leaves my head […] The own act of photography is as tearing pages from a book and then reshuffling the results into a new visual syntax.”In queste parole è racchiuso il concetto di fotografia per Summers, imprescindibile dalla musica e complementare ad essa.
Dal 22 marzo al 3 maggio 2016 alla Leica Galerie Milano, attraverso le immagini di “Mysterious Barricades”, sarà quindi possibile respirare tutto l’estro creativo dell’artista in un coinvolgente binomio musica-fotografia.
Per l’occasione, l’artista sarà presente alla serata di inaugurazione.
Biografia Andy Summers
Andy Summers divenne famoso nei primi anni ottanta come chitarrista dei The Police, la rock band nata a Londra nel 1977 che complessivamente ha venduto circa 75 milioni di dischi. I Police erano la band più in voga dell’epoca e negli anni ottanta dominavano la scena musicale e i media con diversi brani al primo posto nelle classifiche, come Every Breath You Take, Roxanne, Don’t Stand So Close to Me, Every Little Thing She Does Is Magic, Invisible Sun, ecc. La band vinse diversi Grammy e riconoscimenti vari, troppi per menzionarli tutti.
Il modo innovativo col quale Andy Summers suonava la chitarra creò un nuovo riferimento per i chitarristi del periodo e da allora ha visto molti imitatori. Prima dei Police, Andy Summers aveva suonato con vari gruppi e protagonisti della scena londinese, compresi Soft Machine, Kevin Coyne e Kevin Ayers.
Dopo i Police, ha poi realizzato diversi dischi da solista, ha collaborato con numerosi artisti ed è stato in tour in tutto il mondo. In più, ha composto colonne sonore di film e si è espresso anche in campo fotografico con mostre e libri.
Nel 2006, la sua autobiografia One Train Later ottenne un notevole successo e venne votata come libro dell’anno in campo musicale nel Regno Unito. Il film Can’t Stand Losing You basato sul libro vide la sua trasposizione teatrale negli Stati Uniti da parte di Cinema Libre nel marzo 2015. È disponibile anche il DVD del film, insieme al più recente CD di Andy - Metal Dog.
I suoi progetti recenti comprendono l’uscita del disco “Circus Hero’ con la sua nuova band Circa Zero! dall’aprile 2014, tour in Brasile con Rodrigo Santos e la colonna Sonora del film turco “E il circo lascia la città...”
Di recente si sono tenute sue mostre fotografiche presso la Leica Gallery di Los Angeles, Paris / LA Independent Photo Show, Kunst.Licht Gallery di Shanghai, CCC Gallery di Pechino e presso la Photokina di Colonia, in Germania.
Altre mostre fotografiche programmate a seguire a San Paolo in Brasile e a Rio de Janeiro per il quotidiano Globo.
Andy Summers è presente nella Rock and Roll Hall of Fame e nella Guitar Player Hall of Fame, oltre ad aver ricevuto le chiavi di New York City! Inoltre è stato premiato come Chevalier De L’Ordre Des Arts et Des Lettres dal Ministero della Cultura
“MYSTERIOUS BARRICADES”di Andy Summers
Leica Galerie Milano – Via Mengoni, 4
Dal 22 marzo al 3 maggio 2016
Orari: lun 14.30-19.30/ mar-sab 10.30-19.30 – domenica chiuso
Ingresso gratuito
Per ulteriori informazioni:
Close to Media – Ufficio Stampa Leica Camera Italia
Tel.: 02/70006237
Francesca Pollio – francesca.pollio@closetomedia.it
Michela Gelati – michela.gelati@closetomedia.it
Sebastião Salgado GENESI a Genova, Palazzo Ducale Sottoporticato 27 febbraio – 26 giugno 2016
Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo. Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.
La mostra è nata da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni. Curata daLélia Wanick Salgado e prodotta da Civita su progetto di Contrasto e Amazonas Images, la mostra sarà presentata a Genova, a Palazzo Ducale, dal 27 febbraio al 26 giugno 2016.
Dichiara Salgado:”Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero ritornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento e sono ancora “selvagge”; alle remote tribù dagli stili di vita “primitivi” e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane. Questo viaggio costituisce un tentativo di antropologia planetaria. Inoltre, ha anche lo scopo di agire da monito affinché si cerchi di preservare e se possibile ampliare questo mondo incontaminato, per far sì che sviluppo non sia sinonimo di distruzione Finora avevo fotografato un solo animale, l’uomo, poi ho preso la decisione di intraprendere questo progetto e di andare a vedere il Pianeta spinto da un’enorme curiosità di vedere il mondo, conoscerlo”.
Il frutto di questa curiosità sono le oltre 200 fotografie esposte in mostra, che ci raccontano con sguardo straordinario ed emozionante luoghi che vanno dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.
L’affascinante bianco e nero del fotografo brasiliano documenta l’esistenza di un Pianeta ancora incontaminato, di un altro mondo in cui uomini e natura convivono in perfetto equilibrio.
La scelta della luce, la capacità compositiva, il gioco di sfumature tra primi piani nitidi e sfondi sfocati o, più frequentemente, "fumosi", sono elementi che concorrono nel creare fotografie a metà tra descrizione e suggestione, che si tratti di vulcani, trichechi o persone.
“Non è solo una ricerca estetica - dichiara Salgado - ma anche etica e spirituale in un certo senso, un modo per dire soprattutto alle nuove generazioni che il Pianeta è ancora vivo e va preservato. Abbiamo fatto una ricerca e abbiamo fatto una scoperta molto interessante: circa il 46% del mondo è ancora come il giorno della genesi, insieme possiamo continuare a fare in modo che questa bellezza non scompaia”. Il mondo come era, il mondo come è. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dello straordinario progetto di Sebastião Salgado.
ORARI
da martedì a domenica 10-19 e lunedì 14-19.
INFO: 199.15.11.21 (dall’estero 02 89096942)
BIGLIETTI comprendenti un’audioguida:
€ 11,00 intero; € 9,00 ridotto
ROBERT CAPA IN ITALIA 1943-1944 San Gimignano, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” 5 marzo – 10 luglio 2016
Arriva a San Gimignano presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” la mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra Robert Capa, che racconta con 78 immagini in bianco e nero gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.
Considerato da alcuni il padre del fotogiornalismo, da altri colui che al fotogiornalismo ha dato una nuova veste e una nuova direzione, Robert Capa (Budapest, 1913 – Thái Binh, Vietnam, 1954) pur non essendo un soldato, visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia, vicino alla scena, spesso al dolore, a documentare i fatti: “se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”, ha confessato più volte.
In oltre vent’anni di attività ha seguito i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d’Indocina.
Il Comune di San Gimignano, il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, la Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia in collaborazione con Opera-Gruppo Civita gli dedicano una mostra che raccoglie le fotografie scattate in Italia nel biennio 1943 - 44.
L’esposizione, curata da Beatrix Lengyel, è stata ideata dal Museo Nazionale Ungherese di Budapest e promossa dal Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria.
A settanta anni di distanza, la mostra racconta lo sbarco degli Alleati in Italia con una selezione di fotografie provenienti dalla serie Robert Capa Master Selection III conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. La serie, composta da 937 fotografie scattate da Capa in 23 paesi di 4 continenti, è una delle tre Master Selection realizzate da Cornell, fratello di Robert Capa, anch’egli fotografo, e da Richard Whelan, biografo di Capa, all’inizio degli anni Novanta e oggiconservate a New York, Tokyo e Budapest. Le serie, identiche tra loro e denominate Master Selection I, II e III, provengono dalla collezione dell’International Center of Photography di New York, dove è conservata l’eredità di Capa.
In allegato il comunicato stampa
UFFICIO STAMPA
A cura di OPERA LABORATORI FIORENTINI – GRUPPO CIVITA
Salvatore La Spina – Tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 –s.laspina@operalaboratori.com
Barbara Izzo e Arianna Diana – Civita – Tel. 06 692050220-258
E mail izzo@civita.it – diana@civita.it
LUCA ROTONDO METROPOLITAN LULLABIES, Premio Amilcare G. Ponchielli 2015
“Metropolitan Lullabies” è il progetto fotografico vincitore della dodicesima edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli. Il Premio è organizzato e sostenuto dal 2002 dal G.R.I.N. (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale.
Daniela Hamaui, direttore editoriale dei periodici de La Repubblica e presidente della giuria composta da Maurizio Zanuso (Galleria Bel Vedere), Alessandro Grassani (fotografo e vincitore del Premio Amilcare G. Ponchielli 2014), Mariuccia Stiffoni Ponchielli e i tre membri del GRIN (Laura Incardona, Mariella Sandrin e Alfredo Albertone), ha premiato quest’anno Luca Rotondo.
La motivazione firmata da Alfredo Albertone: “Nel guardare il lavoro di Luca Rotondo siamo rimasti colpiti per la precisione e forza delle immagini. Metropolitan Lullabies racconta una città ben nota a tutti noi milanesi, se volete una realtà vista e forse stravista ma che mostra con umanità, discrezione e garbo gli homeless, i senza casa... “fantasmi” ignorati dai più che molto spesso non li vogliono vedere.
Queste fotografie ben calibrate da un ottimo dominio tecnico sono segnale di grande rispetto umano e dimostrano con buona potenza narrativa il cuore di una città, sempre e comunque ricca, sfavillante anche nella sua notte, vissuta poi da persone che cercano in essa un rifugio non una dimora. In questo lavoro Il centro di Milano con i suoi marmi, le sue architetture, le sue boutiques, il suo benessere diventano "culla" di marmo e cemento degli homeless. Un racconto visivo quello di Rotondo apparentemente fatto di singole foto, ma che a nostro parere diventano un insieme importante e non ripetitivo, immagini che si legano fra di loro in modo attento dove umanità e architettura divengono un tutt'uno. In questo reportage, una sorta di “ninna nanna” ben raccontata, crediamo di scorgere un segnale forte e moderno di racconto fotografico”.
Inaugurazione giovedì 31 marzo 2016, ore 18-21
Bel Vedere fotografia – Milano, via Santa Maria Valle 5
tel+fax 02.6590879 – belvederefoto.it – facebook.com/belvederefotografia
La mostra è aperta dal 1 al 23 aprile 2016
da martedì a sabato, ore 15-19, ingresso libero
Luca Rotondo (Milano 1989) dopo studi classici ed economici, comincia a dedicarsi attivamente alla fotografia nel 2010 e tre anni dopo si diploma con il lavoro di tesi e il libro Ipotesi di paesaggio, a cura di Angela Madesani, critica d'arte e storica della fotografia. La sua ricerca artistica si focalizza principalmente sull'indagine del paesaggio, specialmente quello urbano, e nell'ultimo periodo comincia una serie di lavori di approfondimento sul tema del ritratto. Collabora con agenzie di comunicazione, aziende, progettisti e architetti; lavora nel mondo dell'editoria e pubblica su Interni Magazine, Domus, Living, IO donna, D di Repubblica, Planum e Fotografi. Nel 2015 si dedica a lungo al tema EXPO, producendo diversi reportage sull'argomento e operando come fotografo ufficiale del padiglione Russia e collaborazioni esterne con Cina, USA e Regione Lombardia. Nel 2015 vince la XII edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli indetto dal G.R.I.N. (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) con il progetto Metropolitan Lullabies. Sono diverse le sue partecipazioni a mostre personali e collettive e alcune sue opere fanno parte della collezione Bracco.
JAKOB TUGGENER in mostra al MAST a Bologna fino al 17 aprile
Al MAST a Bologna la mostra dedicata al fotografo svizzero JAKOB TUGGENER (1904-1988), presentata dalla Fondazione Mast in anteprima per l'Italia.
La mostra, a cura di Martin Gasser e Urs Stahel, è aperta fino al 17 aprile 2016.
“Jakob Tuggener è considerato uno dei dieci fotografi industriali di maggior spicco che siano mai esistiti - sottolinea Urs Stahel, direttore della PhotoGallery del MAST e co-curatore della mostra -
Il suo libro FABRIK è una pietra miliare nella storia dell’editoria fotografica, paragonabile a Paris de nuit di Brassaïs del 1933 e a The English at Home di Bill Brandt del 1936”.
JAKOB TUGGENER
FOTOGRAFIE
FABRIK 1933–1953
POETICA E IMPRONTA ESPRESSIONISTICA NELLE IMMAGINI INDUSTRIALI
PROIEZIONI
NUITS DE BAL 1934–1950
I BALLI NELL’ALTA SOCIETÀ ELVETICA E IL LAVORO INVISIBILE
FABRIK 1933–1953 si articola in un allestimento di oltre 150 stampe originali del lavoro di Tuggener, sia tratte dal suo libro fotografico FABRIK - saggio unico nel suo genere con un approccio critico di grande impatto visivo e umano sul tema del rapporto tra l’uomo e la macchina - sia da altri scatti dell’artista che affrontano momenti del lavoro nel suo paese. FABRIK uscì nel 1943 in piena seconda guerra mondiale e Tuggener, oltre a ripercorrere la storia dell’industrializzazione, aveva come finalità, non sempre svelata, di illustrare il potenziale distruttivo del progresso tecnico indiscriminato il cui esito, secondo l’autore, era la guerra in corso, per la quale l’industria bellica svizzera produceva indisturbata.
NUITS DE BAL 1934–1950
Le fotografie di balli ed altre occasioni mondane saranno oggetto di proiezioni negli spazi del Mast.
Tuggener affascinato dall’atmosfera spumeggiante delle feste dell’alta società aveva iniziato a fotografare a Berlino le dame eleganti e i loro abiti di seta, ma è a Zurigo e a St Moritz che con la sua Leica, indossando lo smoking, ha colto le misteriose sfaccettature delle NUITS DE BAL. Riprendeva con il suo obiettivo anche “il lavoro invisibile” dei musicisti, dei camerieri, dei cuochi, dei valletti, dei maître, che attraversavano silenti il mondo festoso ed autoreferenziale degli incuranti ospiti. Quest’ultimi osteggiarono la pubblicazione del materiale dedicato ai balli, in quanto preferivano rimanere anonimi e non essere visti in intrattenimenti danzanti.
Il contrasto tra la luminosa sala da ballo e il buio capannone industriale caratterizzarono la sua opera artistica e per rappresentare l’eclettismo e l’eccezionalità dell’artista, il percorso espositivo è arricchito anche di lungometraggi e prototipi di libri.
Jakob Tuggener si definiva “un poeta dell’immagine” che, oltre ad usare la macchina fotografica, si interessava alla pittura e dirigeva film ispirandosi all’espressionismo tedesco degli anni ‘20.
Era un osservatore e un magistrale interprete del mondo dei forti contrasti. “Seta e Macchine, questo è Tuggener” come amava affermare di sé stesso.
JAKOB TUGGENER
dal 27 gennaio al 17 aprile 2016
MAST.
via Speranza 40/42, Bologna
Orari: martedì-domenica ore 10-19
INGRESSO LIBERO
www.mast.org
martedì 26 gennaio 2016
FujifilmNews: X Photographer e i nuovi prodotti
X-E2s - Max Angeloni
X-E2s - Gabriele Lopez
X-Pro2 - Luca Bracali
X-Pro2 - Gianluca Colla
X-Pro2 - Max De Martino
X-Pro2 - Le prime impressioni con Luca Bracali, Simone Raso e Max De Martino
X-Pro2 - Luca Bracali, Max De Martino, Simone Raso: tre X-Photographer
X-Pro2 - Luca Bracali, Simone Raso e Max De Martino rispondono...
@Marco Bozzato
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venerdì 22 gennaio 2016
FujifilmNews: presentati i nuovi prodotti.
Tornano le FujifilmNews e FUJIFILM l'anno nuovo lo inizia con il botto come si suol dire, infatti a TOKIO in data 14 gennaio, 15 per noi, in concomitanza del quinto anniversario dall'uscita della prima fotocamera della Serie X, sono stati presentati ben SEI nuovi prodotti, direi una presentazione degna dei migliori keynote Apple.
Non perdiamoci in chiacchiere ed elenchiamo tutte le novità:
Click for INFO: X-Pro2

Click for INFO: X-E2s

Click for INFO: X70

Click for INFO: XF100-400mm

Click for INFO: EF-X500

Click for INFO: XP90

@Marco Bozzato
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Fotobiettivo »








