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martedì 27 ottobre 2015

Viaggio fotografico in Tailandia e Cambogia

Perché la Tailandia e obiettivi fotografici

Ogni paese dell'area del sud est asiatico esercita sui fotografi un enorme attrattiva per la totale diversità rispetto all'Occidente ma la Tailandia è unica per la grande varietà di scenari visuali. Non si può resistere al fascino dei luoghi, ai colori, ai volti delle persone che incontreremo durante il viaggio.

In questi luoghi così variopinti, la tentazione immediata sarebbe quella di fotografare tutto, tutti e in qualunque momento, sull'onda dell'entusiasmo. Le nostre guide, fotografi amanti del viaggio innanzitutto, durante i briefing didattici aiuteranno a focalizzare l’attenzione verso soggetti e temi specifici.

Grazie alle indicazioni di Marco Palladino, fotografo professionista di reportage e di viaggio, e di Claudio Iacono, fotografo esperto del Sud est asiatico, si affronteranno sul campo diversi linguaggi fotografici sul viaggio, anche nella particolare accezione di street photography. Alla sera dopo cena, in hotel, si condivideranno gli scatti col gruppo, per un confronto e una revisione dei lavori svolti durante la giornata, inoltre si terranno vere e proprie lezioni di editing e tecnica fotografica.

Programma

Il viaggio inizia dalla capitale Bangkok. Una metropoli di rimarchevoli dimensioni, dove passato, presente e futuro sembrano convivere in un equilibrio inimmaginabile. Forse Bangkok è l'unica città al mondo dove templi millenari sorgono accanto a costruzioni avveniristiche e ad architetture ultramoderne. Andremo alla scoperta dei templi e dei palazzi reali, attraverseremo la città nei suoi quartieri più antichi, lungo i canali che l'hanno resa famosa come la "Venezia di Oriente".

Gran parte del lavoro fotografico sarà dedicato alla descrizione della città e dei suoi abitanti. Documenteremo la vita variopinta che scorre nei dedali di vicoli, nei mercati, negli immensi quartieri dedicati a specifiche professioni (bellissimo il quartiere degli indovini, dove ad ogni angolo troverete un tailandese che legge il futuro, seduto al suo tavolino lungo le strade, usando strani amuleti e rituali).

Il secondo giorno di visite ci porterà al famosissimo Mercato galleggiante, poco fuori Bangkok. Un dedalo di canali dove centinaia di venditori espongono e vendono le loro mercanzie coloratissime direttamente dalla loro piccola barca a remi. Saremo a bordo di una barca e quindi dentro la scena. Nella stessa giornata avremo modo di visitare un centro culturale tailandese dove assisteremo a spettacoli e danze tradizionali in costume d'epoca.

Il tour nei giorni seguenti ci porterà verso il nord della Tailandia visitando lungo il percorso alcune delle città più antiche del sud est asiatico. Anche chi non è particolarmente interessato agli aspetti storici e culturali dell'antico Regno del Siam troverà in questi luoghi una grande ispirazione per i propri scatti. Non capita spesso di poter fare ritratti a una modella con un tempio khmer sullo sfondo.

Giungeremo poi al famoso Triangolo d'oro, antico e famigerato centro di produzione e traffico di oppio ed eroina oggi praticamente smantellato grazie alla politica intelligente e lungimirante del Re che semplicemente incentivò i contadini a coltivare ortaggi, frutta e grano invece di oppio, pagandoli di più dei trafficanti. Il nome dell'area deriva dal fatto che siamo al punto di confine tra Tailandia, Laos e Cambogia, delimitato dal fiume Mekong.

Andremo poi a Chiang Mai, cittadina vivacissima del Nord della Tailandia, che offre letteralmente centinaia di stimoli fotografici per tutti i gusti. A Chiang Mai c'è la concentrazione più alta di Templi buddisti di tutta la Tailandia, più di 280 solo nel centro storico di una cittadina poco più grande di un quartiere di Roma. Andremo di buon mattino a seguire i monaci buddisti durante la loro passeggiata a piedi scalzi per raccogliere le offerte che gli abitanti offrono al loro passaggio, avremo modo di intrattenerci con loro per farci raccontare la tipica giornata e la missione di studio e insegnamento del buddismo proprio dentro il Tempio. Ma Chiang Mai offre molto altro, specie sotto il profilo naturalistico: il Tempio più famoso della città si trova sul monte antistante da cui si presenta un bellissimo panorama dall'alto sulla città. Proseguiremo poi, addentrandoci nella fitta foresta e arrivando a più di 2.550 metri di altezza, fino ad un villaggio isolato dove si presentano immutati nel tempo usi e costumi tailandesi antichi. Le donne vestono gli abiti tradizionali, abitano in case di legno con porte intarsiate a mano, il tutto in un’atmosfera magica e indimenticabile.

Chaing Mai è anche molto nota per i suoi mercati: ogni sera un night bazaar viene allestito in centro e ci sono centinaia di bancarelle con ogni tipo di prodotto e di articolo. Molti oggetti sono tipici del nord della Tailandia e introvabili altrove, come il legno intarsiato a mano, stoffe e abiti tipici. Alla sera andremo anche ad assistere ad un incontro di Muay thai, la boxe tailandese, in un ring popolare dove i giovani pugili si sfidano per guadagnare stima e prestigio e anche qualche baht. Potremo scattare salendo sul ring a pochi metri di distanza dall'azione.

Un'altra giornata ci porterà poco fuori dalla città presso un centro di tutela e ripopolamento di tigri asiatiche. Essendo nate e cresciute in un ambiente protetto queste meravigliose tigri sono assolutamente mansuete e abituate all'uomo. Si può entrare negli ampli padiglioni, accarezzarle e giocarci, fotografarle . Un’esperienza unica, non solo fotograficamente. A seguire un giro nella foresta a dorso di elefante, intervistando i loro conduttori, i mahut, che ci illustreranno la vita degli elefanti, come si dà loro da mangiare, come si portano a fare il bagno nel fiume e come si addestrano a fare moltissimi lavori.

Avremo anche modo di visitare le interessantissime minoranze etniche che popolano i villaggi nei dintorni di Chiang Mai, tra cui le tribù di Paduang (o karen) con le famose donne giraffa dal collo lunghissimo dovuto all'inserimento fin dalla nascita di cerchi di ottone.

 

E questa è solo una parte!

Ogni momento in Tailandia sarà un'emozione che vorrete fotografare e, grazie alle indicazioni dei docenti, imparerete a creare un percorso coerente e narrativo attraverso i vostri scatti, a "ragionare" prima di scattare, a muovervi e interagire con le persone. Imparerete a leggere la situazione in cui ci si trova e anche il contesto culturale e umano. I docenti hanno lavorato e vissuto spesso in contesti di questo tipo e sapranno aiutarvi a realizzare gli scatti che desiderate, sia che usiate attrezzature professionali che macchine fotografiche più semplici. Il tour è aperto a fotografi esperti e principianti, si viene seguiti individualmente per garantire la massima qualità.


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SCARICA PROGRAMMA COMPLETO >


DATE
15 – 26 GENNAIO (+ ESTENSIONI)
Le date possono subire minime variazioni, saranno comunque confermate prima dell’iscrizione.
Le date sono pensate per garantire giorni aggiuntivi fino a domenica 31 per l’estensione Viaggio in Cambogia o per le altre estensioni disponibili

QUOTE DI PARTECIPAZIONE A PERSONA
QUOTA BASE, VOLO ESCLUSO: 1.490,00 €
SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA: 370,00 €
NUMERO MINIMO/MASSIMO PARTECIPANTI: 10 / 16
PRENOTAZIONI ENTRO: 20 novembre 2016

ORGANIZZATORE:
http://www.tourthailandia.com/

PER LA PRENOTAZIONE (GRATUITA):
touroperator@tourthailandia.com
Potete mettervi da subito in contatto con le guide italiane per prenotare la vostra partecipazione e per ogni ulteriore informazione:
Claudio, 349 8418708
Marco, 320 8937525


Il viaggio prevede diverse estensioni (opzionali e non incluse nella quota base):
Cambogia, 6 giorni alla scoperta della Civiltà Khmer
Estensione mare, 3 giorni sulle splendide spiagge di Pukhet
Fotografia subacquea
Arrampicata sportiva

INFORMAZIONI
TRATTAMENTO: Pernottamento e colazione inclusa in tutti gli hotel + diverse cene.
DURATA: 12 giorni / 11 notti (+ estensioni)
DOCUMENTI: Passaporto con 6 mesi di validità residua dalla partenza
CLIMA: Tropicale. A fine novembre termina la stagione delle piogge e si va verso la stagione secca. La temperatura arriva anche a 30-32 gradi, di notte scende fino a 24-26 gradi.
VACCINAZIONI: nessuna vaccinazione obbligatoria, si consiglia comunque di portare con sé repellenti per le zanzare, disinfettanti intestinali e medicine specifiche se si è affetti da patologie. Il sistema sanitario è comunque molto efficiente.
ABBIGLIAMENTO: si consigliano abiti in cotone o materiali tecnici da escursione, comodi e leggeri. Una felpa o maglioncino durante la sera al nord e per le escursioni in montagna potrebbe essere utile. Per le scarpe, sono sufficienti scarpe da ginnastica o scarponcini leggeri, scarpe comode. Nelle aree templari occorre un abbigliamento che rispetti la sacralità dei luoghi e le usanze locali, come se entrassimo in una nostra chiesa.
SISTEMAZIONI: Ottimi hotel di standard elevato, superior room in tutti gli hotel.
ASSICURAZIONI: l’assicurazione inclusa copre tutto il tour e le escursioni gestite dal tour operator; se si desidera stipulare una polizza viaggio a copertura di spese sanitarie, bagaglio, etc . comunicatecelo all'atto della prenotazione.
ATTREZZATURA FOTOGRAFICA CONSIGLIATA: È possibile partecipare con qualsiasi tipo di attrezzatura fotografica, per i più esigenti consigliamo un corredo minimo costituito da un corpo macchina tipo Reflex digitale o mirrorles con obbiettivi intercambiabili, un medio-tele da 24-70mm e un grandangolare da 14-24mm, oppure ottiche fisse nel range 20-100. È buona prassi portare parecchie schede di memoria, oltre ovviamente il caricabatterie ed eventualmente il computer portatile per visionare e scaricare le fotografie.

 

IMPORTANTE
Prima della partenza, saranno fornite informazioni più dettagliate a tutti i partecipanti.
Nonostante lo sforzo da parte dell’organizzazione per rispettare il programma di viaggio, l’itinerario presentato è da considerarsi come indicativo. In base ad eventi atmosferici o ad altri imprevisti, le visite potrebbero essere posticipate, anticipate o cancellate a discrezione dell’organizzazione, salvaguardando comunque il livello dei servizi e le caratteristiche peculiari del viaggio.
Il viaggio è estremamente comodo e tranquillo, adatto anche a persone anziane e bambini piccoli.
Avremo sempre il supporto del nostro tour operator, italiano con sede a bangkok e degli assistenti italiani presenti in molte altre citta' e saremo sempre in contatto telefonico con loro.
Le date proposte possono essere soggette a piccoli cambiamenti in base alla stagione turistica.
Le date vengono confermate a tutti coloro che si sono prenotati (prenotazione gratuita) prima dell’iscrizione.
Per iscriversi si versa un anticipo di 280 euro tramite bonifico bancario direttamente al tour operator tailandese.
Il volo, escluso dal pacchetto, viene prenotato al momento della conferma
il resto della quota viene pagato direttamente sul posto, all’arrivo, al tour operator tailandese
in caso di rinuncia l’anticipo non viene restituito
Al raggiungimento del numero minimo di iscrizioni e del pagamento dell'acconto da parte di tutti gli aderenti al viaggio, vi verranno gia' inviati tutti i vouchers relativi agli hotel, alle visite guidate, ai trasferimenti e al tour da bangkok verso il nord in minivan privato

NOTE
Fotobiettivo non opera come tour operator, non esegue prenotazioni né raccoglie quote di partecipazione di alcun tipo. Questa pagina ha il solo scopo di presentare il viaggio.
















martedì 4 agosto 2015

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO (PAESAGGIO, REPORTAGE, NOTTURNA)

I MERCOLEDI FOTOGRAFICI NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO
By Fotobiettivo & Ecotur

Ogni mercoledì di Agosto è dedicato alla scoperta fotografica del territorio del Parco e al contempo si impareranno sul campo i segreti di diverse tecniche e generi fotografici.

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Un pomeriggio e una serata dedicati alla fotografia di reportage, alla fotografia paesaggistica e alla fotografia notturna. Insieme a Marco Palladino (www.marcopalladino.net), fotografo professionista, e a una guida turistica dell’Ecotur, si andrà alla ricerca degli scorci più suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Visiteremo la splendida valle del Sagittario, il borgo storico di Scanno, da sempre meta di fotografi e pittori, fotograferemo i suoi abitanti, i suggestivi vicoli, i costumi tradizionali, le botteghe artigiane, il lago di Scanno al tramonto e per concludere ci dedicheremo alla fotografia nell’ora blu e in notturna.

In caso i tempi lo consentano (a discrezione del docente) visiteremo anche Frattura Vecchia oppure l’Eremo di San Domenico

Si tratta di un vero e proprio corso di fotografia sul campo, si viene seguiti individualmente dal docente ed è quindi adatto a qualsiasi livello di conoscenza, dal principiante al fotografo più esperto. Per chi lo vorrà è previsto un incontro successivo col docente per la visione delle foto e la postproduzione.

Attrezzatura fotografica consigliata (non obbligatoria):
* Reflex o altra fotocamera digitale con impostazioni manuali
* Ottiche dedicate ai diversi generi: un grandangolo per paesaggi e reportage, un obiettivo da ritratto, possibilmente un obiettivo luminoso per gli interni
* Treppiede da impiegare per la fotografia notturna
* Filtro polarizzatore e filtro degradante
* Comando di scatto a distanza
Il docente farà utilizzare la sua attrezzatura professionale a turno

É consigliato portare con sé:
* Cena al sacco
* Scarpe da trekking o ginnastica comode
* Felpa e giubbino per la sera

Tempistica:
14.30 *Ritrovo presso l’Ecotur di Pescasseroli e partenza per scanno con auto condivise
15.30 – 18.00 *Visita di Scanno e delle botteghe artigiane, reportage
18.00 – 19.30 *Fotografia paesaggistica sul lago di Scanno
19.30 – 22.00 *Fotografia in ora blu e notturna
22.00 *Rientro a Pescasseroli

Date in calendario:
*19 Agosto
*26 Agosto

Costi (non comprendono spostamenti e pasti, revisione/postproduzione fotografica):
50 eu a persona
(familiari o amici che non partecipano al corso ma solo alla visita guidata: 20 euro)

Numero minimo di partecipanti: 6

Contatti e prenotazioni:
informazioni@ecotur.org
oppure telefonando al numero 0863/912760

N.B. nei giorni dei workshop l’autore è presente anche con la mostra fotografica
“Elegance and Dignity – Stories from india” nella via principale di Civitella Alfedena

mercoledì 1 luglio 2015

Mostra fotografica: “Let us make guns shoot candies” - Syrian Refugee Children in Jordan


“Facciamo pistole che sparino caramelle”, I bambini rifugiati siriani in Giordania
Mostra fotografica sui bambini siriani rifugiati in Giordania, di veronica Croccia

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Quest’anno il Festival di Musicastrada presenta un’interessantissima mostra fotografica sui bambini siriani rifugiati in Giordania che accompagnerà tutte le date del festival mostrando al pubblico quegli innocenti volti, non troppo distanti da noi, che hanno sulla loro pelle e sulla loro anima le cicatrici di una crisi umanitaria che ha il triste primato di essere considerata la più grave del nostro tempo.

La mostra propone 30 scatti stampati su pannelli delle dimensioni 50x70 ed esposti in modo "nomade" come nomade è anche la situazione dei bambini che vivono nelle ITSs in Giordania. La maggior parte delle foto è stata scattata durante le attività di Intersos nelle ITSs vicino Irbid, altre nel campo di Za'atari.

Scrive l’autrice: «Se le parole potessero anche solo minimamente racchiudere tutto quello che ho provato visitando queste realtà allora le userei. Ma per spiegare quello che si sente in situazioni come queste ogni aggettivo è superfluo, ogni tentativo di spiegare inutile, minimizzante. L’unica cosa che posso fare è mostrare a voi quello che la mia macchina fotografica ha catturato durante quei giorni, immagini filtrate attraverso i miei occhi e il mio cuore.
Un qualcosa di forte si è acceso in me in quei luoghi, qualcosa di reale, puro, innocente, frammisto a profonda commozione e rispetto per chi, pur avendo perduto tutto, ha ancora la forza per ridere e il coraggio di sperare.»

info: fotografando@musicastrada.it

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lunedì 18 maggio 2015

Storie #1/5 - Ho incontrato Gutenberg Tipografia storica a Città di Castello


La tradizione che resiste, incessante, in epoca di digitalizzazione pervasiva, è il racconto sulla tipografia tipografia storica di Città di Castello, fotografata da Stefano Baglioni, a ricordarci che Gutenberg esiste ancora, basta cercare bene e tornare a camminare tra i borghi del Belpaese.
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Storie #1/2 - Vite in bilico a Tor Bella Monaca


La vita di chi trasforma giorno per giorno una periferia degradata in un luogo di condivisione e resistenza culturale, la resistenza degli anziani e dei disabili, la lotta per rivendicare i propri diritti di cittadini. La quotidianità nel quartiere a più alta concentrazione di disiagio sociale della capitale.

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Il quartiere di Tor Bella Monaca - vai alla gallery >>

giovedì 19 marzo 2015

Newroz nel Kurdistan Turco in mostra a Trento presso Bookique

I Curdi rappresentano quasi un terzo dell’intera popolazione ma la Costituzione della Turchia continua a non riconoscere l’esistenza di altre culture, lingue e popoli diversi dalla maggioranza turca. Per anni i festeggiamenti del Newroz sono stati repressi nel sangue e tuttora le sue celebrazioni sono fortemente osteggiate dal governo di Ankara. Il reportage copre i festeggiamenti del 21 e 22 Marzo nelle province calde della Turchia orientale, al confine con la Siria

La “questione curda” è una cosa di cui non si parla pubblicamente ma che in questi territori è sulla bocca di tutti, dalla guida turistica che con grande semplicità ti racconta di come la discriminazione culturale le renda il lavoro molto più difficile, al giovane bancario curdo a Midyat. Non così serena è l’atmosfera a Dargeçit, uno dei villaggi più poveri del Kurdistan dove l’ostilità delle persone, cui sono negati scuole, infrastrutture, lavoro, insomma il futuro, si respira palesemente. Non un solo osservatore in questo villaggio, ma una grande presenza militare, impressionante, un vero cordone di sicurezza che circonda l’intera piazza e i tetti circostanti.

E’ davvero molto forte la componente politica di questo Newroz, ma altrettanto forte è l’energia vitale, la voglia di festeggiare e farsi vedere. I costumi tradizionali, coloratissimi, i volti sorridenti, non sono solo folclore, raccontano decenni di lotte e di rivendicazioni. Ma lo fanno salutando la primavera.

(continua...)

Marco Palladino presenta in mostra a Trento presso gli spazi della Bookique
una selezione di 9 scatti dal reportage sul Kurdistan Turco durante il Newroz.
Dopo la proiezione del film, incontro e dibattito con l’autore_MG_2040

VIA TORRE D’AUGUSTO 29, TRENTO
SABATO 21 MARZO ORE 18.00-24.00
www.bookique.net

L'evento è organizzato da KVLT, Bookique e dall'associazione Afghanistan2014 in collaborazione con:
- Fondazione Sergio Poggianella
- Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani
- Associazione il Gioco degli Specchi

Nowruz in persiano è il Nuovo Giorno, il giorno dell'equinozio di primavera. Questa ricorrenza viene celebrata in un ambiente rinnovato e pulito (Khane Tekani), con colori e luci forti, tali da sconfiggere le tenebre (Chahârshanbe Sûrî), con il cibo quale simbolo di fortuna, salute, prosperità e purezza (Haft Sîn) e la musica a scandire il tempo prima del count down. Il 21 marzo 2015 questi elementi corrisponderanno agli spazi della Bookique, ai colori e alle luci del film “Il palloncino bianco”, all'aperitivo delle 7 “S” (i 7 elementi rigenerativi) e alle sonorità di Matteo Carbonaro e ...Saeed Aman, che ci accompagneranno nel nuovo anno.

PROGRAMMA

▻ h. 18:00 - Proiezione del pluripremiato film iraniano “ Il palloncino bianco” (1995) di Jafar Panahi, recente vincitore dell'orso d'oro a Berlino (italiano sottotitolato in inglese).
▻ h. 19:30 - Aperitivo persiano/afghano. Per chi vuole, a soli 5 Euro, un piatto mediorientale accompagnato da una bevanda. Contemporaneamente verranno lette delle poesie persiane.
▻ h. 21:30 - DJ Set Matteo Carbonaro. Ha lavorato come Disc Jockey presso Caramelo Indie Club ad Almeria.
▻ h. 22:30 - Dj Set Saeed Aman, producer e DJ iraniano, salito alla ribalta nella scena underground fiorentina. Tenetevi pronti a ballare e ad immergervi nella sofisticata fusione tra groove mediorientali e la underground club music.
More info at:
https://www.facebook.com/saeedaman.music
▻ h. 23:45 - The Final Countdown! Il countdown finale, l'ultimo, ve lo promettiamo! Il primo countdown infatti sarebbe la notte di venerdì, quando la Terra sarà precisamente allo Zenit dell'equatore, inizia la primavera e l'Iran entra nell'anno 1394.

LINK EVENTO: La festa della primavera, il capodanno persiano - Nowruz [nouˈɾuːz], in altre parole No Rules

lunedì 16 marzo 2015

In Toscana la mostra fotografica che presenta immagini dal progetto "Elegance and Dignity - Stories from India

"Gli umili, gli sfruttati, gli ultimi sono portatori di una grande dignità. Essi incarnano il senso pieno di questa parola perché vivono in una realtà dove la dignità non si ottiene facilmente"

In occasione della Festa Dei Camminanti (www.camminanti.it) Marco Palladino presenta un racconto sull’India che passa attraverso un dibattito, un visual show, un mostra fotografica e un libro fotografico di 172 pagine

La mostra fotografica presenta immagini dal progetto "Elegance and Dignity - Stories from India" confluito in un libro edito da Dalia Edizioni che descrive fotograficamente uno dei paesi più importanti nella scena mondiale, la cui economia è ormai al pari di quella cinese. In particolare, le relazioni tra lo sviluppo industriale recente e la tradizione agricola, sollevando quesiti legati alla preservazione del territorio e delle minoranze, alla filiera e al processo di smaltimento dei rifiuti del cosiddetto primo mondo e al conseguente inquinamento ambientale incontrollato (emblematico il reportage sul cimitero delle navi di Alang).

LOCANDINA-web

TEATRO VERDI – VICOPISANO
dal 27 marzo al 05 aprile
(inaugurazione 27 marzo ore 18,00)

info: www.vicone.it

Orari Mostra:

Venerdi 27 marzo : ore 18  presentazione libro e inaugurazione mostra;
Sabato 28 marzo: dalle 11-13 e dalle 15.30-19
Domenica 29 marzo:  11- 13 e dalle 15.30-19
da Lunedi 30 a Giovedi 2 aprile: dalle 16.30-19
Venerdi 3 aprile: dalle 16.30-19
Sabato 4 aprile:  dalle 11-13 e dalle 15.30-19
Domenica 5 aprile: dalle 16-19

martedì 24 febbraio 2015

Lo zen della fotografia in viaggio: fotografare con gli occhi, ricordare coi sensi.

 DISCUSSIONE NEL FORUM >>

Prendo spunto da questo interessante articolo di Leonello Bertolucci su Il Fatto Quotidiano, introduce una riflessione che fa parte dei miei pensieri da diverso tempo. Ho deciso di scrivere un articolo per approfondire (potenza dell’ipertesto!) oltre il piano soggettivo che poi non è mai meramente soggettivo ma sempre epistemologico ed è una riflessione che viene fatta non a caso da molti fotografi della vecchia guardia.

ELEGANCE AND DIGNITY - STORIES FROM INDIA

La fotografia è cambiata in tanti modi ma non nella sostanza. Quello che è cambiato davvero è il suo pubblico, la sua diffusione, il suo motivo d’essere, il senso del fotografare. L’articolo citato fa notare giustamente che per chi si sente fotografo (e non turista dotato di fotocamera), “fotografare – come asseriva Henri Cartier-Bresson – è un modo di vivere; dunque se vivere e fotografare sono inscindibili e si alimentano a vicenda, il tentativo di separarli appare eretico”.

Questa frattura è una cosa che i fotografi sentono, perché è avvenuta e certificata. L’avvento della fotografia di massa, e la diffusione di massa della fotografia, che non è la stessa cosa (la rivoluzione digitale è stato soprattutto questo) ha letteralmente scippato interi settori della fotografia professionale per relegarli (dal punto di vista del fotografo che si sente tale) oppure donarli (se vediamo il processo come una “democrazia dell’immagine”) a chiunque sia dotato di fotocamera e un minimo di tecnica. Sia chiaro che io non prendo posizione, non sono nessuno per farlo e poi chiunque lo faccia è un pazzo, il processo è inarrestabile, ma mi limito da sempre nei miei articoli a notare i pro e i contro dei fenomeni.

Parlando di fotografia di viaggio, anche il turista ha la facoltà di immortalare immagini di ottima fattura che in linea di massima restano alla superficie delle cose. Mai come oggi in un mondo così globalizzato e trasversale nell’economia  e nel mainstream culturale, viaggiare significa andare a scoprire angoli di diversità sempre più nascosti alla superficie, che siano sotto casa o all’altro capo del mondo non fa differenza. Mi sorprende parecchio quando ad esempio vengo contattato da indiani incuriositi dal mio lavoro sulle classi povere dell’India. Una realtà di “casa loro” che a quanto pare ignorano. Così come un fotoreporter indiano potrebbe aver raccontato una realtà nascosta ai nostri occhi, proprio sotto casa nostra, e conoscerla meglio di noi che qui viviamo.

La fotografia di viaggio, democratica o relegata che sia, non è più appannaggio del fotografo professionista, il che la espone a vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono presto detti, una quantità  enorme di immagini di ottima fattura e a costo zero. Gli svantaggi sono tutti a carico del senso del fotografare, dell’annoso problema dei cliché fotografici, della difficoltà di leggere in un’immagine qualcosa oltre lo stereotipo che aleggia nella mente del turista. O meglio, che data l’invasione di tante immagini, è più difficile scovare l’originalità del vedere fotografico.  Eppure all’occorrenza anche il fotografo occasionale può trasformarsi in reporter e documentare quello che vede magari per caso. Non che succeda spesso, in fondo rispetto alla quantità di strumenti fotografici in viaggio è sorprendente quanto siano pochi i materiali documentali. Ma qui parliamo dell’opposto, ovvero del fotogafo che come dice Bertolucci è sempre tale e che all’occorrenza vuole immortalare qualcosa che prescinde dall’incarico o progetto.

Che cosa è successo in questi anni? Semplice, il fotografo professionista ha smesso di fare le foto che chiamerei “fuori progetto”, ovvero quelle immagini che il sentirsi fotografo fa sì che si cerchino sempre, anche solo per una mera ricerca estetica. Perché essere fotografo non ti abbandona mai. Ma oggi che lo voglia o no, con una rete che straborda di belle foto a costo zero che coprono ogni angolo del mondo, un fotografo che pure lo è sempre, avrebbe motivo di fare foto svincolate da un progetto? Ecco un esempio, la bellissima foto di Larry Burrows, noto fotoreporter che ha documentato la guerra in Vietnam e che certamente non lavorava come fotografo di viaggio se non occasionalmente, per la rivista Life, perché appunto all’epoca un certo tipo di fotografia non era alla portata di chiunque.

Larry Burrows Taj Mahal 

Non solo Life (che tra l’altro ha chiuso, almeno nella versione cartacea, proprio perché una simile rivista ha perso certe ragioni d’essere) non commissionerebbe più queste foto ai suoi fotoreporter, probabilmente anche il fotografo, come andiamo dicendo dall’inizio, non sente più il bisogno di farle. Chi fotografa per il mondo ha bisogno di una motivazione esterna, non gli basta portarsi a casa un ricordo, desidera portare delle testimonianze, filtrate e concettualizzate in modo studiato, rigoroso e unico, anche se slegate da un discorso organizzato, o progetto che dir si voglia. Per quale altra ragione se non donarla al mondo dovrei creare un’immagine? Il principio di fondo accomuna tutti, è un’esigenza umana condivisa tanto dal dilettante quanto dal professionista (categorie ormai fluide), il che spiega perché i fotoamatori siano tanto pronti a regalare le proprie foto a giornali e riviste, a inondare il web delle proprie creature, senza altro motivo se non il piacere di farle vedere, ma è proprio il professionista a rendersi maggiormente conto del ruolo della fotografia e a fare scelte in totale controtendenza. In un certo senso fa parte della maturità anche stilistica, si arriva appunto allo zen della fotografia. Si fotografa con gli occhi, si continua ad esercitare il proprio sentire di fotografo, irrinunciabile, ma si sa che certe fotografie ormai non hanno più ragione di esistere. Se ne decreta il lutto pubblico. Ma se ne trattiene la memoria e il senso. Si fotografa con gli occhi, si ricorda con tutti i sensi.

D’altronde il fotogiornalismo contemporaneo ha abbandonato già da un po’ certi generi. O si occupa di eventi di cronaca, politica, guerre, ecc. che sono sempre nell’agenda di ogni redazione, oppure è alla ricerca continua di storie minori ma dense di umanità, di spunti di riflessione sull’uomo che prescindono dalle differenze culturali, dai confini geografici ed etnici. Storie piccole ma universali, storie in cui lo spettatore può riconoscerci. È qualcosa che comporta da una parte un avvicinamento importantissimo, piccole storie significa che l’altrove ci è vicino, non alieno. Parlando di reportage ad esempio, la vita quotidiana di chi soffre dall’altra parte del mondo è forse più poetica e umanamente coinvolgente (ci accomuna) che la sua sofferenza ritratta e spiattellata a toni forti, che invece spinge lo spettatore verso un distanziamento. Ma c’è anche una certa dose di narcisismo in parte del pubblico (è una mia modesta opinione), che deve sentirsi rispecchiato nelle storie che vede fotografate e non tollera differenze di identità, religione, pensiero, insomma la diversità. Due rovesci della stessa medaglia. In ogni caso, l’altrove è demodè.

In questo senso secondo me troppo frettolosamente è stata relegata la fotografia di viaggio a qualcosa di appartenente a un mondo che non esiste più. La globalizzazione c’è, è vero, ma le realtà etniche e culturali permangono, aldilà di internet, connessioni virtuali ed economie di grande scala. Forse non basta più semplicemente vederle e fotografare, forse è necessario raccontarle. In questo senso solo un progetto rigoroso può restituire giustizia e conoscenza, anche laddove il pubblico è ormai disinteressato all’altrove che viene percepito come a portata di un volo lowcost. L’altrove esiste, ma è sempre meno esemplificabile da una fotografia. Nessuno si stupirebbe di un’immagine del Taj Mahal ai giorni nostri e dubito che Burrows vorrebbe ancora fare questa fotografia. E poi, a ben guardarla…il cliché della cornice, la luna sopra (è photoshoppata?), ne abbiamo viste troppe di foto così, signor Burrows. Quei neri così chiusi, perché non si iscrive a un corso di fotoritocco?

© 2015 Marco Palladinowww.fotobiettivo.it

mercoledì 10 dicembre 2014

Stories from India di Marco Palladino - MOSTRA FOTOGRAFICA in una serata dedicata all’India

mini_mostraDomenica 14 in occasione di una bellissima iniziativa dedicata all'India dall' Associazione Shiva Mahadeva nello splendido locale Shari Vari in via di Torre Argentina 78 a Roma, verranno presentati tre dei reportage che compongono il progetto “Elegance and Dignity – Stories from India” di Marco Palladino,  con allestimento foto e filmati video.

La serata di presentazione si svolgerà Domenica 14 Dicembre presso lo SHARI VARI a partire dalle 19 e oltre la  MOSTRA FOTOGRAFICA di Marco Palladino si terranno:

SPETTACOLO DI DANZA Classica dell’india, stile Odissi. Marialuisa Sales

MUSICA ”Mandala" live duo di Handpan (hang), Andrea B...alda e Alessio de Simone

Partecipa Tu, e porta un Amico, l’ ingresso all’ apericena sarà di 15 Euro , parte del ricavato della serata ci aiuterà a portare un sorriso in India.

CONDUCIMI DALL’ IRREALE AL REALE, DALL’ OSCURITA’ ALLA LUCE, DALLA MORTE ALL ’IMMORTALITA’.
(BRIHADARANYAKA UPANISHAD) 1 . 3 . 28.

Shari Vari via di Torre Argentina, 78 00186 Roma www.sharivari.it

L’ Associazione SHIVA MAHADEVA nasce da un atto di amore nei confronti di un paese straordinario, affascinante, terribile ed amorevole nello stesso tempo, l’India.
L’obiettivo fondamentale che l’Associazione SHIVA MAHADEVA si propone di perseguire è quello di far conoscere in tutte le sue sfaccettature la millenaria cultura indiana, sostenendola, creando un ponte tra l’ Italia e l’India.

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giovedì 18 settembre 2014

Stories from India – mostra fotografica di Marco Palladino


Gli umili, gli sfruttati, gli ultimi sono portatori di una grande dignità.
Essi incarnano il senso pieno di questa parola, perché vivono in una realtà
dove la dignità non si ottiene facilmente

 

sabato 1 marzo 2014

Carnevale a Venezia
Un rito ancestrale che risale ai Saturnalia latini

Il Carnevale di Venezia è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero percepibile anche ora a 900 anni dal primo scritto che fa riferimento a questa famosissima festa.
Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che menziona i festeggiamenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale dichiara che il Carnevale una celebrazione pubblica e risale al 1296 quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo l’ultimo giorno della Quaresima.

Il Newroz dei Curdi nelle Province Orientali della Turchia

Il Newroz dei curdi nelle province orientali della Turchia
Kurds celebrate Newroz in Eastern Anatolia
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I Curdi rappresentano quasi un terzo dell’intera popolazione ma la Costituzione della Turchia continua a non riconoscere l’esistenza di altre culture, lingue e popoli diversi dalla maggioranza turca. Per anni i festeggiamenti del Newroz sono stati repressi nel sangue e tuttora le sue celebrazioni sono fortemente osteggiate dal governo di Ankara.

Calcio Storico Fiorentino
una tradizione di oltre cinque secoli

Antiche rivalità e la voglia di vincere sempre e comunque: quattro squadre per quattro quartieri, nella cornice di una fantastica Firenze: “C’È UN GIOCO ANTICO, UN GIOCO SENZA REGOLE, DOVE I COMPAGNI SONO FRATELLI DI SANGUE, E GLI AVVERSARI NEMICI GIURATI. QUATTRO SQUADRE, QUATTRO COLORI, GIOCANO PER LE PROPRIE DONNE, VINCONO PER IL PROPRIO QUARTIERE. MOLTI UOMINI, UN SOLO DESIDERIO: VINCERE LA PAURA, SCOPRIRE SE STESSI, FRA PUGNI, CAREZZE E FUOCHI D’ARTIFICIO”. Con queste poche, ma significative, parole viene introdotto nel sito ufficiale quello che viene considerato l’origine di alcuni sport che a oggi sono tra i più famosi nel mondo, come il calcio, il football ed il rugby.

di Luca Vangelista

Apparso attorno alla fine del Quattrocento, le partite di Calcio Storico si svolgevano solitamente nel periodo del Carnevale, e venivano giocate da due squadre, presumibilmente con un pallone ripieno di stracci o di pelle su terreni sabbiosi, il cui solo obiettivo era quello di portare la palla oltre il campo dell’avversario con qualsiasi mezzo.
Il fenomeno si diffuse rapidamente tra i giovani fiorentini, al punto che questi lo praticavano frequentemente in ogni strada o piazza della città; era talmente popolare che nel gennaio del 1490, trovandosi l’Arno completamente ghiacciato, su di esso venne delimitato un campo e giocate alcune partite.

la parata prima della partita - vai alla gallery >>

Con il passare del tempo, però, soprattutto per problemi di ordine pubblico, si andò verso una maggiore organizzazione, ed il calcio cominciò ad essere praticato soprattutto nelle piazze più importanti della città, portando i fiorentini a cimentarsi in vere e proprie sfide. Le squadre vantavano nelle loro compagini nomi altisonanti di nobili, illustri personaggi della vita pubblica cittadina e delle casate più importanti di Firenze (ad esempio, i Medici), che vestivano le sfarzose uniformi dell'epoca, le quali diedero poi il nome a questo sport.

Sono molte le partite passate alla storia, vuoi per il contesto in cui sono state giocate, vuoi per i fatti avvenuti durante il loro svolgimento e riportati dalle cronache del tempo, oppure soltanto per le personalità illustri che vi presero parte. Ma "la partita" per eccellenza, a cui si ispirano le sfide di oggi, è quella che venne giocata in piazza di Santa Croce a Firenze il 17 febbraio 1530 durante l'assedio della città; in quell’occasione, infatti, venne lanciata una delle più grandi sfide dalla Repubblica fiorentina all’imperatore Carlo V, quando la popolazione assediata da molti mesi dalle truppe imperiali, diede sfoggio di coraggio e indifferenza mettendosi a giocare al Calcio Storico in piazza Santa Croce, dando l’impressione di non considerare l’esercito dell’Impero degno di attenzione. La popolarità di questo gioco durò per tutto il Seicento, ma nel secolo successivo cominciò un lento declino che lo portò di lì a poco alla scomparsa, almeno come evento organizzato.


La partita che diede il via alla rinascita del gioco nel XX secolo si giocò nel maggio del 1930 quando, per la ricorrenza del quattrocentenario dall'Assedio di Firenze, su iniziativa del gerarca fascista Alessandro Pavolini, venne organizzato il primo torneo tra i quartieri della città; da allora, salvo che per il periodo bellico, ogni anno, solitamente nel mese di giugno, si sono svolte puntualmente fra le secolari mura cittadine le sfide fra i calcianti dei quattro quartieri storici di Firenze: i "Bianchi" di Santo Spirito, gli "Azzurri" di Santa Croce, i "Rossi" di Santa Maria Novella e i "Verdi" di San Giovanni. Il calcio in costume è sempre stato caratterizzato da un forte agonismo, che talvolta sconfina in violente risse al di là di ogni regolamento; questa caratteristica non è scomparsa col tempo: l'11 giugno 2006, il primo incontro del torneo 2006, tra la squadra dei Bianchi (del quartiere di Santo Spirito) e quella degli Azzurri (di Santa Croce) è stato sospeso subito dopo l'inizio a causa dei pestaggi che avevano trasformato la partita in una vera e propria rissa. La gravità del fatto ha costretto la giunta comunale ad annullare l'intero torneo 2006, e l’anno successivo il torneo è stato annullato per l’assenza di sufficienti garanzie di sicurezza.

Botte da orbi - vai alla gallery >>

Nel 2008 la manifestazione sportiva è stata reintrodotta con delle modifiche delle regole di gioco per garantire un regolare svolgimento ed evitare risse incontrollate: i calcianti ora devono avere meno di 40 anni e non devono aver riportato condanne penali gravi. La finale viene disputata in occasione degli annuali festeggiamenti di San Giovanni, patrono della città, preceduta da un corteo nel centro di Firenze (composto per l’occasione da 530 figuranti, vestiti di rigorosi costumi militari di epoca rinascimentale, rievocando le gesta e le Armi della Repubblica, quando Firenze era governata dal popolo), ed il premio in palio è una vitella bianca di razza Chianina. Possiamo affermare con certezza che oggi il Calcio Storico Fiorentino è una vera e propria tradizione, molto radicata nel tessuto sociale cittadino, basta osservare le immagini per percepire negli occhi di ogni fiorentino come la difesa e la rappresentanza del proprio quartiere sia vissuta con assoluta partecipazione ed estremo senso di appartenenza.

© 2015 Luca Vangelista – www.fotobiettivo.it


































Bujh (Gujarat) – Matrimoni, terremoto, santurari, ritratti di strada

ARCHIVIO FOTOBIETTIVO

Una storia minore tratta dal libro Elegance and Dignity - Stories from India, dal capitolo 4 dedicato alla storia del  giovane imprenditore dell’acciaio reciclato in Gujarat…

Parata di Costumi Tradizionali in Salento

Dopo 30 anni a Diso in Salento viene riproposta una parata con costumi della civiltà contadina, che fanno riferimento a tradizioni ancora presenti come la coltura del tabacco. I costumi sono stati molto fedelmente riprodotti in una cornice urbana assai credibile.































Le sacre montagne del Nord. Wutai Shan. Cina

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Le sacre montagne del Nord.  Che cosa rimane dei luoghi sacri nella Cina odierna
Reportage dal Wutai Shan, nella Cina settentrionale
(estratto dal libro: La Terra Sospesa, storia di un viaggio in Cina, 297pp. Roma 2002)
di Marco Palladino

Il Wu Tai, nella provincia settentrionale dello Shanxi, è una delle quattro montagne considerate sacre dal buddismo. Altre cinque nel resto della Cina settentrionale, altrettanto famose, sono consacrate al Taoismo. Anticamente luoghi come questi erano destinati a profonda venerazione perché si riteneva che qui dimorassero gli dèi; più esattamente, le montagne stesse avevano nomi divini, erano dèi esse stesse, assimilate a entità viventi e perciò strettamente vincolate alle necessità dell’uomo, secondo il consueto rispecchiamento cinese dell’ordine sociale su quello naturale e cosmico.

lunedì 20 gennaio 2014

I cliché della fotografia. Ha senso distinguere tra estetica amatoriale e professionale?

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Le immagini di questo articolo sono tratte da un reportage che feci due anni fa per celebrare i comuni ospitanti le Olimpiadi del Salento. Come spiego più avanti, nella fotografia professionale l’impiego di cliché fotografici, consapevolmente, è una necessità affinché il prodotto (in questo caso UN VIDEO proiettato a una vasta platea durante l’inaugurazione) sia apprezzato da un pubblico di massa. Questo non impedisce al fotografo di inserire qua e là i suoi stilemi, di utilizzare la propria sensibilità, che verrà colta solo da alcuni, senza compromettere l’apprezzamento popolare.

Siamo invasi dai tramonti digitali. Appaiono e scompaiono dai nostri monitor alla velocità di un soffio di vento. L’elemento naturale più suggestivo e universalmente noto è continuamente convertito in atto visivo effimero, eppure sappiamo bene che è la prima ragione che spinge la gente a utilizzare una macchina fotografica: uno spettacolo fugace che solo la fotografia sembra capace di catturare, la visione momentanea che tutti vogliono immortalare.

lunedì 13 gennaio 2014

Witness Journal Issue #59 – con un reportage di M.Palladino sui cimiteri navali del Gujarat


É online il nuovo numero di Witness Journal, il #59 alla seconda uscita dal cambio di redazione. Questa uscita all’inizio del 2014 rappresenta la seconda tappa di un percorso di rinnovamento del giornale iniziato con il cambio di editore avvenuto lo scorso numero e sotto un nuovo coordinamento editoriale. Witness Journal è una realtà di pregio nel panorama editoriale italiano dedicato al reportage e ambisce entro l’anno a diventare anche cartaceo. In questo numero tra l’altro trovate anche il reportage realizzato da Marco Palladino in India che documenta la dura realtà dei siti di smaltimento delle navi, dove ogni anno perdono la vita migliaia di lavoratori esposti alle contaminazioni tossiche e agli incidenti sul lavoro. Si tratta di operai che provengono da zone molto povere e non ricevono alcuna formazione né forma di sicurezza per uno dei lavori considerato dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro come il più pericoloso al mondo.…>>

LEGGI IN WITNESS JOURNAL #59 >>

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lunedì 9 dicembre 2013

Inquinamento e overfishing minacciano i villaggi di pescatori in Gujarat (India).

 
Ancora una storia tratta dal libro di M.Palladino Elegance and Dignity. Stories from india che mette in connessione la tradizione con la modernità, non nelle zone agricole bensì costiere..
 

domenica 6 ottobre 2013

Paesaggi di rami e ghiaccio. Le montagne di Filettino in inverno.

di Marco Palladino

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Collegata alle informazioni che trovate nell’articolo Filettino, ultimo avamposto laziale prima dell’Abruzzo, ecco una gallery di fotografia paesaggistica che ritrae le montagne intorno Filettino partendo da Campo Staffi. Le foto sono state scattate all’inizio di aprile, poco prima dello scioglimento della neve.