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lunedì 18 maggio 2015

Storie #1/3 - La fine d'anno dei senzatetto di Roma


Superstiti, coloro che resistono ai margini. C'è una logica perversa che trasforma le persone semplicemente in emarginati. Non è una logica oggettiva, è una frattura psicologica e sociale che alcuni portano fino alla fine, alla loro fine. Difficile non essere retorici. Finisce l'anno e il numero dei senzatezzo nella capitale d'Italia cresce di migliaia di persone. Se non bastassero i numeri..

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Storie #1/2 - Vite in bilico a Tor Bella Monaca


La vita di chi trasforma giorno per giorno una periferia degradata in un luogo di condivisione e resistenza culturale, la resistenza degli anziani e dei disabili, la lotta per rivendicare i propri diritti di cittadini. La quotidianità nel quartiere a più alta concentrazione di disiagio sociale della capitale.

Storie01-3
 
Il quartiere di Tor Bella Monaca - vai alla gallery >>

giovedì 5 febbraio 2015

Dee Dee Bridgewater @ Roma Jazz Festival 2014 – Musica & Live

di Adriano Bellucci 
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Grande interprete del repertorio di Billie Holiday, Dee Dee Bridgewater nata 64 anni fa a Memphis (città d'oro per le interpreti black avendo dato i natali anche ad Aretha Franklin) si è affermata nel tempo come una cantante eclettica capace di interpretare con classe raffinata i classici del blues, jazz e soul con puntate nel pop.

venerdì 20 settembre 2013

“Salento Report” – Omaggio fotografico alle Olimpiadi del Salento

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Proiettato in anteprima all’inaugurazione delle Olimpiadi del Salento, ecco il video con cui ho voluto omaggiare questa iniziativa speciale e i luoghi che ospitano le manifestazioni sportive.

lunedì 29 luglio 2013

Ritratti Indiani: dalle storie raccolte in Gujarat, Rajasthan e Karnataka

di Marco Palladino
 
mostra
 
 
Nel gennaio e febbraio del 2013 ho fatto un lungo viaggio in India alla ricerca di storie con cui raccontare un paese molto visitato sotto una luce inedita e a mio avviso più vera.

giovedì 21 marzo 2013

L’eleganza degli umili (videoanteprima) - Sfruttamento del lavoro femminile in India – Le donne muratrici

Vai all'archivio Fotobiettivo 
 
Donne e bambine che svolgono lavori usuranti in India
 

"Gli umili, gli sfruttati, gli ultimi sono portatori di una grande dignità. Essi incarnano il senso pieno di questa parola, perché vivono in una realtà dove la dignità non si ottiene facilmente."

Elegance and Dignity  raccoglie dieci reportage, che attraversano l’India dello sviluppo industriale recente, del lavoro e della classe povera, dei villaggi agricoli e arcaici, l’India sacra e storica.

Il libro è il risultato di un progetto che ha seguito un unico percorso diversificato, volto a raccontare fotograficamente uno dei paesi più importanti nella scena mondiale, la cui economia è ormai al pari di quella cinese. Ho indagato le relazioni tra lo sviluppo industriale ed economico recente e la tradizione agricola.

La condizione della donna in India è uno dei temi più importanti in questa fase di evoluzione che sta vivendo il paese-continente. Anche nel settore del lavoro le donne di classe sociale più umile o di villaggi poveri siano impiegate al pari degli uomini in lavori pesanti e usuranti, fatte salve tutte le altre incombenze quali la cura dei figli e della casa. Spesso si tratta di donne bambine, magari già sposate in età molto precoce.
 
Anche se la legge indiana dal 2006 vieta il lavoro di bambini al di sotto dei 14 anni, nei villaggi le comunità sopravvivono in un limbo estraneo alla società moderna. Sono organizzate in maniera collettiva e il lavoro è svolto da tutti, senza distinzione di sesso o età. Si tratta spesso di lavori sottopagati e usuranti. Non è infrequente che lo stesso governo locale, che dovrebbe tutelare i diritti dei più poveri, sfrutti queste persone come manovalanza a basso costo per costruire edifici pubblici, o per altri lavori che riguardano beni dello stato.
 
Qui i lavoratori ricevono stipendi pari a 50-100 euro al mese. La gallery racconta delle donne impiegate come muratori nella costruzione di un resort per ricchi, vicino il Tiger Lake in un villaggio povero nei pressi di Udaipur (Rajasthan). Donne che lavorano come muratori si vedono un po’ ovunque in India e sempre sono presenti minori che svolgono lo stesso lavoro, si tratta di bambini o giovani “prestati” dalle famiglie in difficoltà.
 
Presentiamo l’anteprima video del reportage sulle donne muratrici. La gallery a colori per uso editoriale è nell’archivio Fotobiettivo >>
 
©2013 Marco Palladino – all rights reserved

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giovedì 4 ottobre 2012

Shooting Fotografico con Irene in Salento – Fotografia Beauty

Fotografie totalmente "acqua e sapone", senza trucco con luce naturale e fill-flash.

Tranne 3 foto, l'intervento di post-produzione è essenziale, minimo, solo leggero bilanciamento delle luci e dei colori, nessun cloning o pulizia.

Irene è una modella giovane che inizia ora la sua carriera, è molto paziente e spontanea nel posare, ha dalla sua una grande naturalezza e una bellezza semplice e diretta, sta cercando ingaggi in ambito di pubblicità.

Queste foto sono state eseguite senza alcuna preparazione, al volo e nel giro di 30 minuti senza alcun set studiato, la modella è stata molto brava.  La raccomando per proposte di lavoro serie.

Sexy Car Wash – Fotografia Glamour

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Una piccola digressione da temi più seri, spettacolo di Sexy Car Wash fotografato dal team Fotobiettivo alle Olimpiadi del Salento, il 18 agosto a Nociglia.

giovedì 27 settembre 2012

Homeless – Ritratti dalla strada

Ancora una foto a raccontare la sofferenza di chi ha perso tutto. Personalmente non trovo niente di romantico nelle scelte estreme che qualcuno crede si nascondano dietro stracci e disperazione, quasi sempre non sono scelte ma esiti nefasti dell’esistenza, la perdita di tutto, della dignità innanzitutto e dell’ umanità, l’umanità degli altri.

Gli homeless che ho incontrato finora non sono certo i giovani ribelli ritratti magnificamente da Kitra Kahana, consapevoli, ancorché fuggiaschi ed emarginati. Queste persone sono emarginate e basta, dei rovinati, dei destinati a una morte imminente, con la salute cagionevole vivono come cani randagi ai margini della società che li ha espulsi, ne sono le scorie sociali, ma non se ne vanno, restano esattamente laddove si sono smarriti, e continuano a trascinarsi dietro quegli oggetti inutili, il solo legame che resta con la vita passata..

Io non vedo niente di romantico, vedo solo grande sofferenza, come in questa foto:

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Another picture to tell the suffering of those who have lost everything. I don’t see anything romantic in these lives, these  extreme choices that are hiding behind rags and despair.

They almost always have no choices but simply undergo the adverse outcomes of their existences, the loss of everything, and above all the dignity and 'humanity, the humanity of others.

The homeless people I've met so far are not the young rebels magnificently portrayed  by Kitra Kahana, who are aware, who choose, allthough they live as refugees and remain marginalized in the society.

These people I met are just marginalized and nothing else, their life ruined, condamned to a precocious death, they live like stray dogs at the margins of the same society that expelled them, they are social waste, but do not go away and hang exactly there  where they got lost.

You see them hanging around and pulling those useless objects which are the only bond and legacy from their the past life … I do not see anything romantic, I see only great suffering, as in this photo.

lunedì 16 luglio 2012

Una foto, una storia: “La vita in uno sguardo” – The Story behind the Photo: “Retrospective from the Eyes”

La vita di questa donna, fuori di retorica, è descritta tutta in questo sguardo. Sono gli occhi di chi ha perso tutto, lavoro, casa, affetti e vive in una condizione che difficilmente si può raccontare senza soffermarsi sulle ingiustizie della società, sulla povertà e sul degrado cui si relegano le persone.

E’ una donna giovane ma il tempo la segna impietosamente, la sofferenza è scolpita nel volto e nel corpo, nella postura, nella mano stretta in un pugno rassegnato. Condizione esteriore ed interiore si fondono, si confondono, suo malgrado porta su di sé e ci trasmette come un’icona la rappresentazione vivente dell’ingiustizia sociale.

giovedì 12 luglio 2012

Una foto, una storia: “Occhi di luce”. Dalla galleria “Ritratti di strada”. Story behind the photo: “Luminous Eyes”. In the gallery “Street Portraits”

Una foto, una storia: “Occhi di luce”. Dalla galleria “Ritratti di strada”. Story behind the photo: “Luminous Eyes”. In the gallery “Street Portraits”

Durante un “banale” servizio fotografico per un battesimo, malgrado fossi concentrato sul lavoro, ho colto in un angolo della chiesa una signora invalida che osservava il rito della vita che si stava consumando nervosamente. Il mio istinto ha riconosciuto qualcosa in un volto tra mille, uno sguardo carico di vita e sofferenza, ma soprattutto pieno di dignità esistenziale e di luce.

La situazione non mi permetteva di comportarmi come sono solito fare durante i reportage, fermarmi a parlare con la persona che desidero fotografare, interagire, lasciarmi “contaminare” dalla sua storia e cercare di spiegare perché desidero fare quella foto.

In una società tutta orientata alla celebrazione delle cose futili e del mito dell’eterna giovinezza, le persone umili si stupiscono che un fotografo trovi interessante la loro storia e il volto che la rappresenta.

Malgrado la fretta con cui ho dovuto rivolgerle la fotocamera, questa signora invalida mi ha addirittura benedetto per averle fatto la foto.

Mi sono commosso ma anche turbato, “rubare l'anima” alle persone che soffrono mette sempre a disagio. Un disagio che passa quando il reporter scende sul piano di umanità e si lascia coinvolgere, portando alla luce quella dignità che c’è dietro ogni volto umano intriso di vita…

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During a "simple" photo shooting for a client, a baptism, despite I was focused on work, I saw in a corner of the church an handicapped lady. My instinct recognized something in a face among hundreds, a look full of life and suffering, but also full of dignity and light.

The situation did not allow me to move as I usually do during the reportage, hanging there to talk to the person I want to photograph, to interact, to be "contaminated" by his/her story and to try explaining why I would like to take this particular photograph.

In a society oriented to celebrate trivial things and the myth of eternal youth, such people get surprised that a photographer has an interest in their history and face.

Unfortunally due to the situation I had to take a quick shoot, nevertherless this lady blessed me for taking ​​that picture. I got touched by this,  but also felt troubled by this "stealing the soul" to suffering people. Such a discomfort  goes away when a reporter becomes involved and take to the light that dignity that is to be found on the human face.

 

Foto inclusa nella galleria “Ritratti di strada” – Also in the Gallery “Street Portraits”:


lunedì 9 luglio 2012

Ritratto di Francesca Cavallin, attrice. Dal servizio fotografico su “La Festa degli Attori”, a Roma

Domenica 8 luglio 2012, presso il circolo “Antico tiro al volo” in Roma, si è svolta la serata di gala per la consegna dei diplomi di fine corso agli allievi della prestigiosa scuola di recitazione ACCADEMIA ARTISTI.

Presenti alla serata il presidente Rita Statte e il direttore artistico Carlo Principini oltre ai numerosi artisti: Al Bano, Vincent Riotta, Pino Insegno, Andrea Roncato, Stefano Piattella, Lunetta Savino, Carlotta Natoli, Catherine Spaak, Gabriele Cirilli, Paolo Conticini, Milena Vukotic, Michela Andreozzi, Massimo Wertmuller, Anna Ferruzzo, Debora Caprioglio, Eleonora Giorgi, Maurizio Casagrande e molti altri.

Nel corso della serata è stata assegnata agli allievi più meritevoli la borsa di studio intitolata alla memoria di Rubino Rubini già direttore didattico della scuola.

Link Agenzia: LAPRESSE

Tag: attore; attrice; roma; gala; diploma; celebrities; cinema; festa; scuola; recitazione